Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 14:30
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Di Battista
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Opinioni

Facebook non ha censurato CasaPound, ha punito chi viola le regole. Come dovrebbero fare i tribunali italiani

Immagine di copertina

Più che nuove leggi forse sarebbe il caso di fare rispettare quelle che ci sono e che troppo spesso sembrano inapplicate (per indolenza se non addirittura per volontà politica)

Casapound: Facebook non ha censurato, ha punito chi viola le regole

Basterebbe poco ai tanti commentatori che in queste ore si stanno strappando i capelli in nome di una presunta violazione della libertà da parte di Facebook, che ha deciso di chiudere le pagine di Casapound e Forza Nuova sulle sue piattaforme (Facebook, appunto, e Instagram che è sempre della società statunitense), per rendersi conto delle straordinarie baggianate che si leggono sui giornali e in rete.

Leggete la policy dei due social, quell’elenco di regolette che nessuno guarda e che contiene i limiti di utilizzo delle piattaforme. Che qualcuno decida di usufruire dei servizi di una società privata (che piaccia o no quando si parla di Facebook si parla di questo) implica necessariamente che accetti le regole di utilizzo, come accade sui social ma come accade anche in una piscina, in un ristorante, in un campo da tennis o su un bagno lungo la spiaggia.

Niente a che vedere con i complotti plutomassonici e comunisti che goffamente si cerca di citare in queste ore per dare alle due compagini politiche una legittimità che è negata innanzitutto dalla legge italiana e dalla nostra Costituzione ben prima che dal colosso Usa.

Casapound: Facebook ha fatto quello che dovrebbero fare i tribunali italiani

Forse sarebbe più interessante capire perché sia intervenuta Facebook prima di un tribunale italiano, questa sarebbe una domanda opportuna da farsi.

Anche perché ogni volta che accade che qualcuno venga silenziato sui social si alza un vociare confuso sulla rete come “luogo di tutto il male”, come se ieri non avessimo visto in piazza a Roma la violenza dei simboli e dei gesti che si rifacevano al fascismo e come se non fosse successo che in ogni angolo di ogni nostra città si scorgano atteggiamenti (verbali e non) di inaudita violenza che non sarebbero legali secondo il nostro codice penale.

Le leggi in Italia esistono già per punire chi fomenta l’odio e chi propaga violenza: il tema vero è che i social (come, sia chiaro, altri luoghi impuniti come può essere ad esempio uno stadio) sono un ricettacolo di persone che si sentono libere di assumere atteggiamenti che contravvengono le nostre leggi e che troppo spesso rimangono impuniti.

Più che nuove leggi forse sarebbe il caso di fare rispettare quelle che ci sono e che troppo spesso sembrano inapplicate (per indolenza se non addirittura per volontà politica).

Uno stronzo è uno stronzo su Facebook come al bar. Facebook se n’è accorta. Attendiamo con ansia che qualcuno se ne accorga anche al bar.

Casapound oscurata sui social. Facebook Italia a TPI: “Abbiamo bannato il fascismo”
Ti potrebbe interessare
Opinioni / Conte si liberi di Grillo e dia vita a una strada progressista (di M. Tarantino)
Opinioni / Medioevo americano: se a mettere in discussione i diritti delle donne sono gli uomini (di G. Gambino)
Opinioni / Lettera a tutte le comunità albanesi in Italia e in Europa (di A. Likmeta)
Ti potrebbe interessare
Opinioni / Conte si liberi di Grillo e dia vita a una strada progressista (di M. Tarantino)
Opinioni / Medioevo americano: se a mettere in discussione i diritti delle donne sono gli uomini (di G. Gambino)
Opinioni / Lettera a tutte le comunità albanesi in Italia e in Europa (di A. Likmeta)
Opinioni / “Io, bollata come filo-putiniana da un parlamentare del Pd. La mia colpa? Aver fatto solamente il mio lavoro” (di V. Petrini)
Opinioni / “Si vince restando in piedi mentre gli altri cadono”: Tommasi ha fatto suo il teorema di Steven Bradbury (di L. Telese)
Opinioni / In ricordo di Gianluca Gasbarri: il fotografo che sapeva cogliere l’attimo attraverso il suo obiettivo
Opinioni / Ma a vincere è ancora una volta l’astensione: così il partito del non voto azzoppa la democrazia (di M. Ainis)
Opinioni / Perché i media ignorano i report sui palestinesi di Amnesty, Save the Children e gli altri? (di A. Di Battista)
Opinioni / Secondo Trump la Corte suprema ha abolito l’aborto “in nome di Dio”: è nata la Repubblica teocratica degli Stati Uniti? (di R. Cristiano)
Opinioni / Lettera aperta di un 24enne: “In Italia non vedo un futuro. Qui il lavoro non dà dignità”