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Migranti, partita la prima nave italiana per soccorso nel Mediterraneo: a bordo reporter per TPI

Di Laura Melissari
Pubblicato il 4 Ott. 2018 alle 18:33 Aggiornato il 4 Ott. 2018 alle 18:34
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Immagine di copertina

Una nave italiana, “Mare Ionio”, è partita dalle coste italiane giovedì 4 ottobre 2018 per svolgere un’attività di monitoraggio, testimonianza e denuncia della situazione nel mar Mediterraneo. La sua missione è stata ribattezzata Mediterranea.

A bordo c’è un reporter per TPI, Valerio Nicolosi. A questo link il diario di bordo da Mediterranea

Si tratta della prima missione di questo tipo completamente italiana. A gestirla sono diverse associazioni e Ong.

“Il rischio di un nuovo caso Diciotti è forte e gli organizzatori ne sono consapevoli, ma è proprio la contraddizione di una nave italiana a cui non viene consentito lo sbarco in un porto italiano che potrebbe far scoppiare un nuovo caso che politicamente potrebbe andare a vantaggio della Mediterranea”, si legge in una nota diffusa poco dopo la partenza.

Sul caso è intervenuto il vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini.

“Ho saputo che c’è una nave dei centri sociali che vaga per il Mediterraneo per una missione umanitaria e proverà a sbarcare migranti in Italia. Fate quello che volete, prendete il pedalò. Andate in Tunisia, Libia o Egitto, ma in Italia nisba”, ha detto Salvini in una diretta Facebook.

“Potete raccogliere chi volete però in Italia non ci arrivate”, ha aggiunto il vicepremier.

“Obbediremo alla Costituzione italiana, al diritto internazionale e alle leggi del mare”, affermano i promotori della missione. “La regola è che le persone si salvano e poi si portano in un porto sicuro. Impediranno l’ingresso in porto a una nave italiana? Le autorità italiane ci faranno dei controlli anche in acque internazionali? Non siamo sprovveduti e abbiamo uno studio legale pronto alla bisogna”.

“Monitoraggio, testimonianza e denuncia della drammatica situazione che vede costantemente donne, uomini e bambini affrontare enormi pericoli nell’assenza di soccorsi, nel silenzio e nella complice indifferenza dei governi italiano ed europei.” Sono queste le motivazioni che hanno spinto le associazioni e Ong italiane a sostenere la missione Mediterranea.

Il progetto vede tra i promotori varie associazioni, Onlus, ONG tra cui Arci nazionale, Ya Basta di Bologna, la ONG Sea-Watch, il magazine online I Diavoli e l’impresa sociale Moltivolti di Palermo. I garanti del progetto sono un gruppo di parlamentari, con il sostegno di esponenti del mondo della cultura e della società civile.

“Dopo mesi in cui la sinistra istituzionale e non è stata messa all’angolo sul tema dei migranti, questa operazione è una controffensiva in piena regola in cui la nave, che batte bandiera italiana, vuole essere lo strumento per scardinare il piano di Salvini che negli ultimi mesi ha vietato l’attracco alle barche straniere che fanno recupero e soccorso”, si legge nel comunicato.

“Una sorta di sogno che la sinistra italiana corona dopo anni in cui il protagonismo in mare è stato di navi spagnole, francesi e nord europee ma che in questo momento con l’Aquarius a cui è stata tolta la bandiera da Panama su pressioni internazionali, la Sea Watch ferma a Malta, la Open Arms reindirizzata nel sud della Spagna per il fronte marocchino che si è aperto negli ultimi mesi a causa dell’instabilità in territorio libico e la Iuventa ancora sotto sequestro, l’operazione Mediterranea vuole essere il nuovo punto di riferimento nel pattugliamento in mare insieme alla “Astral”, il veliero della Proactiva Open Arms comandato dall’italiano Riccardo Gatti. Ed è proprio con loro che si pensa di organizzare una “flottilla umanitaria” nella zona SAR libica”.

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