Nuovo incendio nella baraccopoli di San Ferdinando, muore un giovane migrante

La vittima è Moussa Ba, senegalese di 29 anni

Di Redazione TPI
Pubblicato il 16 Feb. 2019 alle 09:29 Aggiornato il 11 Set. 2019 alle 01:24
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Immagine di copertina
Moussa Ba, il senegalese che ha perso la vita nell'incendio di San Ferdinando

Un nuovo incendio nella tendopoli di San Ferdinando, nell’accampamento che ospita i migranti della Piana di Gioia Tauro, è costato la vita a Moussa Ba, senegalese di 29 anni.

Il rogo è divampato venerdì 15 febbraio attorno poco prima della mezzanotte. Le fiamme hanno distrutto circa 30 baracche. Nel campo si erano verificate analoghe tragedie negli ultimi mesi.

Nello specifico, si tratta del terzo morto in poco più di un anno.

Nell’accampamento lavorano come braccianti moltissimi extracomunitari. Le fiamme si sono sviluppate nella parte del campo vicino alla strada e sono poi rapidamente divampate.

Sono in corso indagini delle forze dell’ordine per stabilire le cause del rogo. Moussa Ba è stato l’unico occupante che non è riuscito a fuggire in tempo dalla propria baracca. Inizialmente mancavano all’appello altre due persone, e si temeva che il bilancio delle vittime potesse essere più grave.

In seguito, però, i due dispersi sono stati ritrovati. Gli altri migranti rimasti senza dimora sono stati trasferiti in un’altra tendopoli, gestita dal comune di San Ferdinando.

Il prefetto, Michele di Bari, ha convocato per le 6 di mattina di sabato 16 febbraio una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica nella sede del Comune di San Ferdinando, con il Questore Raffaele Grassi, il comandante provinciale della Guardia di Finanza, Flavio Urbani, il vice comandante dell’Arma dei Carabinieri, Stefano Romano, il Sindaco di San Ferdinando, Andrea Tripodi, il rappresentante di Vigili del Fuoco, Carmelo Triolo.

Nel corso dell’incontro sono stati affrontati i vari aspetti volti a consentire il superamento della situazione di precarietà e di pericolo per l’incolumità delle persone.

Si tratta della terza vittima nella baraccopoli nell’ultimo anno. Il 27 gennaio 2018 perse la vita Becky Moses, 26enne nigeriana, in seguito ad un incendio doloso appiccato da un’altra donna, arrestata mesi dopo dalla Polizia, che avrebbe agito per gelosia.

Il 2 dicembre 2018 morì Surawa Jaithe, 18enne gambiano, sempre a causa di un incendio.

Nella stessa baraccopoli viveva Soumaila Sacko, 29 anni, immigrato del Mali, sindacalista dell’Usb, ucciso il 2 giugno del 2018 da una fucilata a San Calogero, mente si era addentrato con altre due persone in una fabbrica abbandonata nella zona per cercare vecchie lamiere e altro materiale con cui poter costruire un riparo.

Più volte le autorità hanno parlato della necessità di trasferire i migranti in un luogo più sicuro, chiudendo la baraccopoli.

A dicembre 2018, la Regione Calabria ha approntato un piano per spostare i braccianti in immobili privati, con incentivi per i proprietari.

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