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Ex fabbrica, protesta del Comitato Nuova Penicillina: “Nessuna bonifica dall’amianto, pericolo per lavoratori e abitanti del quartiere”

La perizia disposta dal Tribunale di Roma ha fissato il valore dell'ex complesso industriale a 36 milioni

“Il Comune sta facendo un’azione criminale. Non si può fare una bonifica in questo modo, in un edificio dove è presente dell’amianto, perché metti in pericolo di vita chi ci lavora e chi ci abita”. Sono le parole dei membri del Comitato Nuova Penicillina, che la mattina di oggi, 6 marzo, ha protestato davanti l’ex fabbrica abbandonata in via Tiburtina 1040, a Roma, insieme al sindacato degli inquilini e degli abitanti Asia Usb.

All’interno del complesso, sgomberato lo scorso 10 dicembre dagli occupanti senza fissa dimora, sono iniziate le operazioni di rimozione dei rifiuti. Tuttavia, secondo quanto denunciano gli attivisti, il comune non sta seguendo le procedure previste per la bonifica dall’amianto, materiale molto pericoloso se – com’è nel caso dell’Ex penicillina – si trova in forma disgregata.

“Siamo sicuri che nella struttura ci sia amianto”, sostiene il Comitato Nuova Penicillina, che ha diffuso delle foto che mostrano l’eternit all’interno del complesso, e ha anche ottenuto conferma della presenza del materiale pericoloso per la salute in una relazione affidata alla ditta privata Res Gea.

“L’amianto sta inquinando il territorio e danneggia anche la salute dei lavoratori che stanno provvedendo alla pulizia di questo stabile”, è la denuncia del Comitato, che chiede la requisizione e la bonifica dell’ex complesso industriale, e la sua riconversione per essere destinato all’edilizia popolare o ai servizi, ritenuti particolarmente necessari nel quartiere della periferia romana di San Basilio.

“In questo stabile non c’è solo amianto, ci sono anche altri coibentanti come lana di roccia e lana di vetro, ormai completamente sbriciolate e quindi pericolose”, dice a TPI.it un rappresentante del comitato. “Per ripulire hanno usato le ruspe e i ragni, che sono due sistemi che sbriciolano quando caricano e quando spostano il materiale, quindi provocano un ulteriore deterioramento, che mette ancora più in pericolo chi ci lavora e chi ci sta intorno. Per questo oggi siamo qua”.

Ex penicillina: cosa dice la perizia disposta dal comune

L’Ex fabbrica di penicillina di via Tiburtina 1040 appartiene a soggetti privati, ma è stato oggetto di sequestro giudiziario. Il complesso è stato abbandonato del tutto dall’inizio degli anni Duemila, e negli ultimi anni è stato occupato da centinaia di persone senza fissa dimora, italiane e straniere. Dopo l’ultimo sgombero, alla fine di febbraio il comune ha avviato la rimozione di rifiuti all’interno dell’ex fabbrica.

Intanto, il complesso industriale è stato oggetto di una perizia disposta dal Tribunale di Roma, preliminare alla sua vendita tramite asta giudiziaria.

Nella relazione si legge che il procedimento utilizzato per la stima dell’immobile si basa sul suo “valore di trasformazione”. Secondo l’esperto, la struttura complessivamente varrebbe 36 milioni di euro.

Nella relazione, tuttavia, non viene fatto cenno alle “criticità ambientali” che sono il vero problema dell’edificio, come sottolinea Andrea Turchi, ex docente di chimica che ha eseguito un’ispezione della struttura alcuni mesi fa (qui la sua intervistaTPI.it).

Turchi sottolinea anche un notevole lapsus linguistico che equipara gli occupanti a “rifiuti di varia natura” nella seguente frase: “all’interno presenza diffusa di rifiuti di varia natura, compresi scarti farmaceutici e presenza di occupanti abusivi di numero imprecisato“.

Il professor Turchi nota anche “la completa assenza di riferimento all’amianto e ai prodotti chimici residui”, che lui invece ha avuto modo di rilevare durante la sua ispezione.

Qui il reportage di Cristiana Mastronicola e i video di Anna Ditta dall’interno dell’ex fabbrica di penicillina prima dello sgombero, con le testimonianze degli abitanti

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