Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 20:49
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Di Battista
Immagine autore
Guida Bardi
Home » News

Il senatore De Falco a TPI: “Nel M5S si soffre per mancanza di democrazia”

Immagine di copertina
Il senatore Gregorio De Falco. Credit: ANSA/ANGELO CARCONI

Intervista al parlamentare espulso dal movimento: "La capacità di ascolto interna è ormai un ricordo. La Sea Watch? Se fossi il comandante valuterei di far sbarcare i migranti"

TPI ha intervistato il senatore Gregorio De Falco, recentemente espulso dal Movimento Cinque Stelle, sul caso della nave Sea Watch e sulla richiesta di autorizzazione a procedere che pende sul ministro Salvini per il caso della nave Diciotti.

Senatore, lei prima di essere un parlamentare è un comandante della Guardia Costiera. Come vede la situazione della Sea Watch 3?

A bordo ci sono 47 naufraghi, una volta arrivati a terra saranno migranti e richiedenti asilo, ma al momento sono naufraghi che vanno messi in salvo. Sicuramente sono 47 persone pronte a invaderci (ride… ndr) ma quello che è certo è che queste persone vanno fatte sbarcare subito e una volta a terra va fatta una redistribuzione in Europa.

Ci dobbiamo far sentire a livello comunitario facendo leva sulla nostra forza e autorevolezza, non sulla povera gente. Dobbiamo spiegare agli altri Paesi membri della’Unione europea che il principio basilare per cui siamo insieme è quello solidaristico. Ci deve essere rispetto per gli altri, perché senza il rispetto tra soggetti diversi i motivi economici non bastano a stare insieme.

Se lei fosse stato il comandante della capitaneria di porto di Siracusa, cosa avrebbe fatto?

Non posso dire cosa avrei fatto in una situazione in cui non sono. Posso dire quello che ho fatto quando ho avuto la responsabilità di assumere posizioni scomode. L’autorità è anche responsabilità. Nel momento in cui il comandante del porto, il prefetto, il ministro hanno una responsabilità, devono avere consapevolezza degli obblighi dei ruoli che rivestono.

La Guardia Costiera si occupa di soccorso in mare e ci vuole un gran coraggio per salvare la gente, ce ne vuole meno a mettere paletti amministrativi e burocratici.

Lei che conosce la Guardia Costiera dall’interno, pensa che ci siano dei mal di pancia nel corpo?

Non sono lo psicologo della Guardia Costiera ma se fossi in servizio, io sarei in difficoltà. Perché la nostra missione è un’altra, è quella di effettuare soccorsi, portare a terra la gente, salvarla.

E nel Movimento 5 Stelle ci sono dei mal di pancia?

Credo che ci siano, sì. Si soffre per l’assenza di democrazia nel gruppo parlamentare e si soffre per mancanza di dialettica nel movimento. Una delle peculiarità del Movimento era la capacità di ascolto, ormai possiamo dire che sia un ricordo.

Mercoledì c’è il voto in giunta al Senato per l’autorizzazione a procedere nei confronti di Salvini,: lei come voterà e cosa pensa possa accadere?

Non posso entrare nel merito in quanto membro della giunta. Ho visto però che Di Maio ha accennato a un accordo con Salvini, parlando di “atto politico” e giustificando quello che ha fatto il suo alleato di governo. Io ritengo che l’atto politico sia altro, che non è inerente ai fini di un singolo uomo. L’atto politico è ciò che riguarda i fini di una società, i rapporti tra istituzioni, le leggi, i regolamenti e tanto altro. La mia vita, la sua e quella di altre persone non sono atti politici.

Se fosse a bordo della Sea Watch 3 come comandante cosa farebbe?

Starei valutando di portare a compimento la mia missione di soccorso, entrando in porto. Si tratta di naufraghi, persone recuperate in mare che vengono dai campi libici dove hanno subito violenze. Sono persone che hanno bisogno di assistenza, quindi se fossi il comandante della nave valuterei di portare a termine il soccorso facendoli sbarcare.

Ti potrebbe interessare
Esteri / Per 11 giorni aggrappati al timone di una petroliera: tre migranti sopravvivono alla traversata dalla Nigeria alle Canarie
Esteri / Migranti, ancora tensioni Francia-Italia: “Roma apra i suoi porti alle Ong, altrimenti niente ricollocamenti”
Migranti / Francia, respinti 123 migranti fatti sbarcare dalla Ocean Viking dopo il rifiuto dell’Italia
Ti potrebbe interessare
Esteri / Per 11 giorni aggrappati al timone di una petroliera: tre migranti sopravvivono alla traversata dalla Nigeria alle Canarie
Esteri / Migranti, ancora tensioni Francia-Italia: “Roma apra i suoi porti alle Ong, altrimenti niente ricollocamenti”
Migranti / Francia, respinti 123 migranti fatti sbarcare dalla Ocean Viking dopo il rifiuto dell’Italia
Migranti / Migranti, Piantedosi: “Navi ong violano le leggi, legittimo considerare il loro passaggio non inoffensivo”
Migranti / Migranti, la Ocean Viking sbarcherà in Francia: “Caso eccezionale, scelta incomprensibile dell’Italia”
Migranti / Neonato di 20 giorni morto a largo di Lampedusa, la madre: “Volevo portarlo in Italia per farlo curare”
Migranti / Migranti, Meloni risponde alla Francia: “Rispettate tutte le regole. Bizzarra la scelta dei medici sugli sbarchi”
Cronaca / Migranti, dalla nave Geo Barents sbarcheranno tutti. Medici senza frontiere: “A bordo urla e pianti di gioia”
Migranti / Migranti, Piantedosi: “Sui diritti umani non accettiamo lezioni da nessuno”
Cronaca / Rapporto Migrantes, sempre più giovani all’estero: “L’Italia ristagna nelle sue fragilità”