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Home » Esteri

La Russia minaccia ritorsioni economiche contro la Turchia

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Il Cremlino dice di essere ancora in attesa delle scuse in seguito all'abbattimento di un suo jet da guerra e prepara sanzioni economiche contro Ankara

La Russia minaccia di attuare ritorsioni economiche contro la Turchia dal momento che ha dichiarato di non aver ancora ottenuto una spiegazione ragionevole in merito all’abbattimento di un suo aereo da guerra al confine tra Siria e Turchia martedì 24 novembre 2015.

Il primo ministro russo, Dmitry Medvedev, ha ordinato al suo governo di elaborare misure che includano il congelamento alcuni progetti di investimento congiunti tra Russia e Turchia e la limitazione delle importazioni di alimenti provenienti dalla Turchia.

Il ministro dell’Economia, Alexei Ulyukayev, ha detto che la Russia potrebbe limitare la possibilità di viaggiare in aereo verso la Turchia e che potrebbe essere sospeso il processo di creazione di una zona comune di libero scambio.

Inoltre il ministro dell’Economia russo ha detto che potrebbero essere anche limitati nuovi importanti progetti in programma fra i due Paesi.

Tra questi la costruzione del gasdotto TurkStream e quello della centrale nucleare dal valore di circa 18 miliardi di euro, che la Russia sta costruendo in Turchia.

Il ministero della Difesa russo ha comunicato di aver sospeso ogni forma di cooperazione con l’esercito turco a partire dallo scambio di informazioni sulle operazioni degli aerei russi contro l’Isis in Siria.

Dopo quelli tedeschi, i turisti russi in Turchia rappresentano il secondo gruppo più numeroso che contribuisce all’economia turca con circa 4 miliardi euro all’anno. Una cifra consistente per un Paese che deve far fronte a una crescente deficit di bilancio.

La Turchia ha respinto le minacce definendole “emotive” e “sconvenienti”.

L’abbattimento del jet russo da parte dell’aviazione turca è uno dei più gravi scontri tra un membro della Nato e la Russia dagli anni Cinquanta, l’incidente complica i già difficili sforzi internazionali per combattere i militanti del sedicente Stato islamico in Siria.

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