Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 08:00
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

Non ci sarà mai una Palestina

Immagine di copertina

Netanyahu si riconferma primo ministro di Israele e annuncia che durante il suo mandato non ci sarà mai uno Stato Palestinese

La rielezione di Benjamin Netanyahu come primo ministro di Israele significa che non potrà mai esistere uno Stato Palestinese – almeno non fino al 2019, anno in cui il suo nuovo mandato dovrebbe terminare. Questo è quanto dichiarato dal premier in un’intervista rilasciata lunedì scorso al quotidiano online israeliano Nrg.

Alla vigilia del voto, Netanyahu aveva deciso di fare un ultimo tentativo per rassicurare i suoi elettori e evitare che il voto della destra israeliana si disperdesse in partiti che non fossero il suo Likud.

“Penso che chiunque voglia stabilire uno stato palestinese oggi e evacuare i territori, stia lasciando terre da cui poter attaccare lo stato di Israele in mano all’Islam radicale,” ha detto il premier, forse cercando di giocare sulle preoccupazioni dei suoi elettori più sensibili.

Netanyahu era concentrato sul vincere le elezioni per la quarta volta e così affermarsi come il premier israeliano a ricoprire la carica più a lungo. Sarà per questo che non ha pensato alle conseguenze delle sue dichiariazioni sul rapporto tra Israele e Unione europea, il suo più grande partner commerciale, in cui numerosi parlamenti hanno votato mozioni in favore del riconoscimento dello stato palestinese.

La volontà di Netanyahu nel voler trovare una soluzione concreta al conflitto che divide il medio oriente da quasi settant’anni non era mai stata davvero convincente, ma finché era un’ipotesi formalmente in campo, finché continuavano i famosi colloqui di pace, non si poteva accusarlo del contrario.

L’anno scorso Haaretz aveva pubblicato i contenuti di un documento trapelato da Bruxelles in cui l’Unione europea aveva chiarito la sua posizione riguardo il conflitto, sostenendo che i processi di pace erano l’unica cosa che li fermava dall’imporre sanzioni allo stato di Israele.

Non curante dei rischi e delle eventuali rotture diplomatiche, durante la sua visita di lunedì all’insediamento di Har Homa, a sudest di Gerusalemme, il premier ha mostrato con orgoglio una mappa con le 4mila case già costruite nella zona e le 2mila in costruzione.

“Era un modo per fermare Betlemme dall’avvicinarsi a Gerusalemme,” ha confessato, confermando che con l’autorizzazione del 1997 per le prime costruzioni a Har Homa, il suo intento era stato quello di ostacolare la fondazione di un eventuale stato palestinese che potesse avere Gerusalemme come capitale.

Quando l’Autorità Nazionale Palestinese tentò di far condannare l’atto dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu, il governo israeliano fu protetto dal veto degli Stati Uniti.

Dopo queste dichiarazioni e una presa di posizione così netta riguardo la soluzione dei due stati però, Netanyahu rischia di isolare Israele dalla comunità internazionale, e in particolare proprio dagli Stati Uniti, la cui alleanza con lo stato di Israele comincia ad apparire sempre più fragile.

Ti potrebbe interessare
Esteri / Il direttore della CIA John Ratcliffe è arrivato a sorpresa a Mosca
Esteri / Cosa prevedono le nuove sanzioni degli Usa contro l'Iran
Esteri / Ucraina: l’Italia si smarca dai Volenterosi a Kiev? No a esercitazioni congiunte e nuove armi
Ti potrebbe interessare
Esteri / Il direttore della CIA John Ratcliffe è arrivato a sorpresa a Mosca
Esteri / Cosa prevedono le nuove sanzioni degli Usa contro l'Iran
Esteri / Ucraina: l’Italia si smarca dai Volenterosi a Kiev? No a esercitazioni congiunte e nuove armi
Esteri / L’accelerazione di Israele e l’allarme dell’Europa sul piano E1 in Cisgiordania: la corsa contro il tempo per “salvare” la soluzione dei due Stati
Esteri / Ucraina: altri 6 miliardi di aiuti militari Ue. I "Volenterosi" si riuniscono a Kiev. Atteso a Mosca l'inviato del Papa
Esteri / Gli Usa lanciano il “D-Day economico” contro l’Iran: cala il traffico nello Stretto di Hormuz. Ma la diplomazia si muove
Esteri / Turchia, emesso mandato di arresto per Netanyahu
Esteri / Meloni al Nyt: “Pensavo che con Trump sarebbe stato più facile”
Esteri / Trump: “Abbiamo spazzato via l’Iran, presto avremo il pieno controllo di Hormuz”
Esteri / Mezzaluna rossa: “Esercito Israele impedisce soccorso ai feriti dai coloni”