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Home » Esteri

Le prime elezioni libere del Myanmar in 25 anni

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La tornata elettorale si terrà domenica 8 novembre, sembrebbe favorita la Lega nazionale per la democrazia di Aung San Suu Kyi

Le elezioni di domenica 8 novembre saranno le prime consultazioni aperte a tutte le forze politiche del Myanmar dal colpo di stato del 1962.

Anche se la leader dell’opposizione Aung San Suu Kyi per legge non può diventare presidente del Paese, secondo gli osservatori si tratterà di elezioni “ragionevolmente libere e giuste” e, in un modo o nell’altro, rifletteranno la volontà degli elettori.

La transizione alla democrazia è iniziata nel 2011 quando nel Myanmar è stato nominato il primo governo composto da civili. Negli ultimi quattro anni ha governato il Partito dell’Unione per la Solitarietà e lo Sviluppo (Usdp) dell’ex generale Thein Sein.

Ma è la principale forza dell’opposizione a essere data per favorita. Anche se non ci sono stati veri e propri sondaggi, molti analisti ritengono che sarà la Lega Nazionale per la Democrazia (Nld) del premio Nobel, Aung San Suu Kyi, a vincere le elezioni.

Nella giornata di venerdì 6 novembre sono previste le ultime iniziative della campagna elettorale per il partito al governo. Dalla mezzanotte tra venerdì 6 e sabato 7 scatterà il silenzio e nel Paese saranno rimossi tutti i simboli e i cartelloni elettorali.

Per vincere le elezioni, la Lega Nazionale per la Democrazia dovrà riuscire a ottenere il 67 per cento dei voti perché la legge prevede che il 25 per cento dei seggi nel parlamento birmano venga sempre assegnato a rappresentanti dell’esercito.

Tuttavia, anche se dovesse essere l’Nld di San Suu Kyi a vincere le elezioni, resta l’incognita di quale ruolo avrà il premio Nobel per la pace del 1991, perché l’attuale costituzione proibisce a chi ha coniugi o figli con nazionalità straniera di assumere la carica di presidente del Myanmar.

Aung San Suu Kyi ha dichiarato ripetutamente ai giornalisti che, se il suo partito dovesse vincere, lei sarà “al di sopra del presidente” e che continuerà a guidare il suo partito al governo, senza concretamente avere il ruolo di capo dello Stato.

Una delle ipotesi è che l’Nld, in caso di vittoria, possa scegliere l’ex leader dell’Usdp, Thura Shwe Mann, che però da quando in agosto ha perso il supporto dell’esercito potrebbe non essere una scelta attrattiva per San Suu Kyi.

Un’altra possibilità sarebbe Tim Oo, ex comandante in capo dell’esercito birmano e uno dei fondatori dell’Nld.

Un altro nome che è circolato è quello di Win Htein, un ex ufficiale dell’esercito e confidente di San Suu Kyi.

In ogni caso il futuro presidente potrebbe non essere nominato fino al 2016 perché la procedura per la sua elezione è piuttosto complessa.

Il parlamento birmano (Hluttaw) è diviso in tre gruppi: i rappresentanti della Lower House, quelli dell’Upper House e i rappresentanti dell’esercito. Ogni gruppo propone poi un candidato e i tre vengono votati in una seduta congiunta che coinvolge i rappresentanti eletti e non eletti di ogni gruppo.

Il vincitore di quest’ultima votazione diventa poi presidente e i due rappresentanti sconfitti vicepresidenti.

La Lega Nazionale per la Democrazia è stata molto vicina alla vittoria in altre due occasioni, nelle elezioni del 1990 che sono state poi annullate e in quelle suppletive del 2012. Nel 1990 aveva ottenuto 392 dei 492 seggi disponibili, mentre nel 2012 aveva vinto 43 dei 45 seggi offerti.

Leggi anche: Aung San Suu Kyi ha intenzione di guidare il Myanmar nonostante le sia vietato

Leggi anche: Aung San Suu Kyi, il nobel incandidabile

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