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A Messa in sicurezza nella fase-2: così la tecnologia viene in soccorso ai fedeli

Nelle chiese di Milano vengono adottate soluzioni come "Safety Pois" e iovadoamessa.it, che stanno segnando una tendenza destinata a diffondersi in Italia. Ecco come funzionano

Di Lorenzo Zacchetti
Pubblicato il 25 Mag. 2020 alle 11:47
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Immagine di copertina

Tecnologia e fede religiosa sembrano mondi lontanissimi, ma nella fase-2 dell’emergenza Coronavirus tutto cambia, anche le abitudini più consolidate. Per garantire il distanziamento sociale e consentire la ripresa delle funzioni religiose senza rischi per la salute, a Milano sono state messe in campo novità decisamente interessante come “Safety Pois”, una sorta di “semaforo comportamentale”.

La parrocchia della Santissima Trinità (in zona Paolo Sarpi, nella cosiddetta “Chinatown” meneghina) è stata la prima ad adottare questa soluzione, un sistema di snodi segnalatori, brevettato dall’azienda milanese TCommunication che, attraverso una segnaletica visiva a pavimento, indica in modo automatico ed efficace gli spostamenti che le persone possono seguire per mantenere la distanza di sicurezza da fermi e in movimento.

Safety Pois consente di limitare l’accesso nei vari settori della Chiesa

A ogni ingresso in chiesa viene associato un diverso colore che va a regolare tutto il flusso di movimenti autorizzati ai fedeli entrati da quell’accesso. Da ogni singolo ingresso potrà transitare solo un numero predefinito di fedeli ai quali è riservato un determinato numero di posti a sedere e in piedi. Il numero dei fedeli viene tenuto monitorato dall’utilizzo dei conta persone.

Le panche e i corridoi in corrispondenza, ad esempio, dell’accesso numero 1 sono contraddistinti dal colore verde: chi entra da qui segue i pois con le frecce verdi per trovare posto sulle panche ove potrà sedersi in corrispondenza dei relativi pois verdi. Stessa cosa per gli altri ingressi che saranno caratterizzati dai colori rosso e giallo.

“Safety Pois” ha scelto di sostenere la parrocchia della Santissima Trinità, per restituire al pubblico la possibilità di ritornare a vivere in piena sicurezza la Chiesa e le funzioni religiose.

La Parrocchia di San Carlo alla Ca’ Granda ha invece per una soluzione online: iovadoamessa.it, sito e web app realizzata dallo Studio Il Granello di Correggio, in provincia di Reggio Emilia.

iovadoamessa.it: una app per prenotare il posto alle funzioni

Nata per supportare le esigenze della Diocesi di Reggio Emilia-Guastalla, che dallo scorso 18 maggio ha ripreso le sue attività liturgiche, si sta diffondendo anche in altre città: a sole 72 ore dal lancio, ben 6.000 i cyber-fedeli che hanno prenotato la partecipazione alla Messa, il 95% dei quali, per altro, senza ausilio del call-center diocesano.

La web app, sviluppata sulle specifiche esigenze delle Comunità Parrocchiali, è infatti strutturata sia per la gestione della singola chiesa, sia per la gestione di realtà più complesse come Diocesi o gruppi di Parrocchie.

Vista la necessità di recarsi presso la propria chiesa di appartenenza mezz’ora prima dell’inizio delle funzioni e già muniti di mascherina, per la misurazione della temperatura, l’igienizzazione delle mani e l’assegnazione del posto, iovadoamessa.it consente di prenotarsi, appunto, per la Santa Messa, ma anche di verificare disponibilità e orari oltre che reperire informazioni sulle Chiese aperte.

Da PC o da smartphone basta digitare su un comune motore di ricerca iovadoamessa.it ed il gioco è fatto. Individuata sin dalla home page la Parrocchia presso cui prenotarsi, si clicca sul tasto relativo e si procede con un’iscrizione, che tornerà utile per tutti i successivi accessi. Inseriti i propri dati e confermata l’iscrizione, si procede con il log-in, la scelta del Comune della Parrocchia d’interesse, poi della Chiesa (il tutto con comodi menù a tendina), poi del giorno e della fascia oraria disponibili e con un click su “Conferma Prenotazione”.

Grande soddisfazione per il successo dell’applicazione è stata espressa da Marco Magnanini, Web Area Manager di Studio Il Granello: “Questa richiesta fattaci dalla Diocesi di Reggio Emilia-Guastalla, con cui collaboriamo da tempo, in un momento così complesso è stato davvero sfidante: ha fatto sentire importante il nostro lavoro per la Comunità, nel creare uno strumento che permette il progressivo ‘ritorno alla normalità’ per tante persone. Doppiamente Grazie alla Diocesi per questa opportunità che ci ha concesso e grazie anche ai nostri sviluppatori che hanno lavorato alacremente giorno e notte perché tutto potesse andare in porto nel minor tempo possibile”.

L’augurio, visto, dunque, il successo non può essere che quello di diventare nelle prossime settimane il punto di riferimento per l’intera comunità religiosa nazionale: una sfida delle sfide per questa piccola ma grande Cooperativa Sociale convinta che “le persone siano il vero motore del lavoro e che, per le stesse, il lavoro possa essere motore di vita”, un motto di cui fare tesoro, specie in un momento complesso come quello che stiamo vivendo.

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