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Home » Milano

Fials Milano: “L’incubo delle Rsa non è finito, Regione Lombardia deve aiutarle”

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Credit: Ansa Filippo Venezia

“Si è tanto parlato dell’incubo RSA nella prima ondata, ma la verità è che poi non è stato posto alcun rimedio nella seconda se non quella di trasferire immediatamente i pazienti in pronto soccorso (con successivo sovraccarico degli ospedali)”.

Così Mimma Sternativo, segretario di Milano città metropolitana di Fials (Federazione Italiana Autonomie Locali e Sanità), richiama l’attenzione su un tema ancora attuale: “I professionisti delle RSA sono sempre stati trattati da serie Z neppure serie B. Sono stati denigrati dall’opinione pubblica, colpevoli solo di essere sfortunatamente lì presenti. Gli organici sono ridotti all’osso. E’ necessario discuterne e dare qualche forma di sostegno economico, ma soprattutto sociale. A breve non ci sarà più personale, in fuga dal privato verso il pubblico, e a pagare sarà il cittadino”.

Le zone dove si concentra il maggior numero di residenti nelle RSA sono la città di Milano (38% delle strutture e il 45% degli ospiti), seguita dal Distretto Ovest e dal Distretto di Melegnano-Martesana. La quota di anziani ospiti nelle strutture residenziali lombarde supera le 4.000 unità. Molte sono strutture private e non accreditate e la domanda è alta.

Durante la pandemia sono diminuiti i posti letto e si sono dovuti organizzare dei reparti Covid. La riduzione dei posti ha comportato un grave danno economico ai gestori e molte RSA, dopo aver fatto ricorso alla cassa integrazione, rischiano di dichiarare fallimento a breve.

“Le cooperative han dovuto far fronte da sole alle spese per i dispositivi di protezione individuale (pagandoli a costi maggiori perché non rientravano nel giro della Protezione Civile) quindi chi poteva li recuperava, gli altri, lo abbiamo visto… In più, molte volte, essendo acquisti svolti in autonomia, riguardavano DPI non a norma e successivamente sequestrati, con ulteriore perdita economica e di tempo”, spiega Sternativo.

“I lavoratori non solo si sono contagiati, ma a differenza dei dipendenti pubblici non hanno ricevuto alcuna premialità. Il personale è allo stremo, sia perché ha dovuto coprire i giorni di malattia dei contagiati, sia perché han dovuto sostituire il personale nel frattempo assunto con i bandi degli ospedali pubblici. Per questo alcune RSA han dovuto dare un incentivo ai soli infermieri per cercare di trattenerli”.

“Altre Regioni, come Emilia Romagna, Toscana e Veneto, hanno corrisposto un contributo di 25 euro al giorno per posto letto vuoto e 5 euro per l’acquisto dei dispositivi di protezione. Regione Lombardia non si è ancora mossa in tal senso. Su questo occorre invertire la rotta”, conclude Fials.+

Leggi anche: Come leggere i dati Covid: peggiorano i numeri nel Centro Italia

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