Covid ultime 24h
casi +16.079
deceduti +136
tamponi +170.392
terapie intensive +66

Lacrimogeni, fiamme e lasciati soli in mare aperto: il 2019 dei migranti inizia col rifiuto

Di Daniele Nalbone
Pubblicato il 1 Gen. 2019 alle 13:08 Aggiornato il 11 Set. 2019 alle 02:34
0
Immagine di copertina

1 gennaio 2019. Vietato entrate negli Stati Uniti. Vietato attraccare in un porto sicuro. “Vietato” vivere in un luogo degno. Il nuovo anno dei migranti è iniziato come era finito il vecchio: all’insegna del rifiuto del mondo “occidentale”.

Messico-Usa | Lacrimogeni contro i migranti a Tijuana

Mentre il mondo brindava all’arrivo del nuovo anno o si stava preparando a farlo, un centinaio di migranti arrivati a Tijuana con la carovana partita dall’Ecuador ha cercato, nella notte tra il 31 dicembre e il 1° gennaio, di varcare il confine tra Messico e Stati Uniti.

La risposta delle Guardie di confine americane non si è fatta attenere: un fitto lancio di gas lacrimogeni ha colpito i migranti che si erano radunati, vero le 20 – le 5 del mattino in Italia – nell’area di Playas di Tijuana nel tentativo di superare il muro e le recinzioni che separano la spiaggia messicana da quella statunitense che “guarda” verso San Diego.

> Usa, il video che mostra i casi di molestie e abusi contro i bambini migranti al confine con il Messico

Il tutto mentre a soli 20 chilometri di distanza, alla frontiera di Otay Mesa, la maggior parte dei migranti della carovana partita dal Centro America è in attesa di poter presentare le domande di asilo per entrare negli Stati Uniti.

Mediterraneo | Migranti abbandonati in mare da dieci giorni

Dall’altra parte dell’Oceano, in pieno Mediterraneo, si leva invece un nuovo grido di aiuto da parte della Sea Watch, l’ong tedesca che il 22 dicembre scorso ha soccorso 32 migranti, senza però ricevere autorizzazione allo sbarco. 

Così, dopo aver trascorso in mare aperto il Natale, i migranti e l’equipaggio sono stati costretti a passare in mare anche il Capodanno.

“Le 32 persone soccorse sono a bordo con noi da dieci giorni” denunciano su Twitter dalla ong. “La Sea Watch 3 non è però idonea a tenere così a lungo donne, uomini e bambini che hanno bisogno di assistenza e di un porto sicuro. I nostri medici sono preoccupati”.

“Chiediamo agli Stati europei” è l’appello dell’Unhcr “di offrire un porto sicuro a 49 uomini, donne e bambini soccorsi nel Mediterraneo, tra cui 32 persone da dieci giorni a bordo della Sea Watch 3 e 17 a bordo della nave Sea Eye”. 

Quest’ultima, che lo scorso 29 dicembre ha tratto in salvo 17 migranti, secondo quanto riferisce l’ong Lifeline “è entrata in acque territoriali di Malta”.

San Ferdinando, ancora un rogo nella baraccopoli

Sempre nella notte di San Silvestro, in Calabria, dieci baracche sono andate distrutte dal fuoco a causa di un incendio di rifiuti sviluppatosi nella baraccopoli di San Ferdinando. 

L’incendio, sulle cui cause sono ancora in corso accertamenti, è divampato nella parte perimetrale dell’accampamento. Quaranta cittadini extracomunitari che avevano trovato rifugio nelle baracche distrutte sono stati collocati immediatamente nella nuova tendopoli.  

È proprio qui che lo scorso 2 dicembre ha trovato la morte un ragazzo di diciotto anni del Gambia, Suruwa Jaiteh, a causa di un incendio. Ed è sempre qui che un anno fa è morta Becky Moses, 26 anni, in un rogo che poi si scoprì di natura dolosa.

0
Accesso

Se non ricordi la tua password o in precedenza usavi un account social (Facebook, Google) per accedere, richiedi una nuova password.