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Una Cosa Nostra, il cortometraggio sulla vivibilità giovanile nei quartieri svantaggiati

Le sceneggiatrici Greta Scicchitano e Naima Vitale Cappiello hanno lanciato una campagna di raccolta fondi per realizzare un cortometraggio sulla vita e l'istruzione dei giovani nel quartiere ZEN di Palermo, in Sicilia

Di Camilla Palladino
Pubblicato il 10 Apr. 2018 alle 13:32 Aggiornato il 10 Apr. 2018 alle 14:58
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Per prevenire la dispersione scolastica nelle aree periferiche ad alto rischio, le giovani sceneggiatrici Greta Scicchitano e Naima Vitale Cappiello, entrambe diplomate alla Scuola d’arte cinematografica di Roma Gian Maria Volonté, e beneficiarie della Borsa Torno Subito della Regione Lazio, hanno sviluppato insieme un laboratorio di Cinema dedicato ai ragazzi dai 10 ai 14 anni.

Il laboratorio si chiama “Luci nella città”, ed è diviso in due parti: la prima fase del bando si è svolta nel quartiere ZEN di Palermo, mentre la seconda fase si terrà nell’area urbana di Roma Ponte di Nona.

In entrambi i casi, il laboratorio ha previsto e prevederà una fase teorica di alfabetizzazione all’immagine, ed una pratica, caratterizzata, tra le altre cose, da incontri frontali con professionisti del settore, esercitazioni di ripresa del suono e dell’immagine, o esercizi di improvvisazione per i ragazzi.

La realizzazione del laboratorio è stata possibile anche grazie all’adesione – a titolo gratuito –  di alcuni professionisti delle diverse aree del settore, i quali si sono offerti di essere coinvolti nella didattica. Tra questi, sono presenti l’attore Filippo Luna, il direttore della fotografia Vincenzo Condorelli, il fonico di presa diretta Francesco de Marco, il regista Antonio Piazza, con il quale è stato perfino organizzato un incontro con la troupe del film Sicilian Ghost Story, a seguito della sua proiezione.

Da questo progetto è nata la sceneggiatura per un cortometraggio, dal titolo Una Cosa Nostra, che verrà realizzato da Scicchitano e Cappiello con il contributo di alcuni esperti nei settori della fotografia e del montaggio.

Il corto nasce da un’idea sviluppata con i bambini, e riguarda l’illustrazione della vivibilità e delle risorse, mancanti e inaspettate, del quartiere ZEN di Palermo, giocando sul rovescio degli stereotipi che troppo spesso vengono associati alla zona.

Il cortometraggio è stato scritto dalle due sceneggiatrici italiane parallelamente alle esercitazioni di improvvisazione svolte dai ragazzi, aiutati dall’attività di acting-coach di Filippo Luna, dunque la sceneggiatura rispecchia perfettamente la realtà giovanile all’interno di un quartiere periferico.

Per realizzare il cortometraggio, Scicchitano e Cappiello hanno creato una campagna di raccolta fondi tramite il sito di crowdfunding Indiegogo.

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