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Il fascino inquietante dei luoghi abbandonati all’oblio

Eleonora Costi è una fotografa italiana che ha girato il suo paese per trovare e fotografare i luoghi abbandonati disseminati per l'Italia

Di Camilla Palladino
Pubblicato il 2 Feb. 2018 alle 10:00 Aggiornato il 2 Feb. 2018 alle 10:04
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Anche i luoghi abbandonati hanno il loro fascino, che risiede nell’antica bellezza di mobili inutilizzati, nella polverosa vastità delle stanze vuote, nel senso di solitudine che aleggia nei corridoi.

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La fotografa italiana Eleonora Costi ha deciso di viaggiare per l’Italia in cerca di ville, castelli, ospedali e chiese abbandonati, per catturare l’inquietante magia dei posti del mondo in cui non sopravvive nulla, se non i ricordi.

Il suo progetto, dal titolo Abandoned, mostra gli edifici che Costi ha trovato disseminati per il paese, “abbandonati all’oblio e al dominio della polvere”, come ha scritto la fotografa sul suo sito.

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Ecco le desolanti foto di uno dei luoghi della serie: La casa dei mille volti.

Le fotografie sono accompagnate da un’unica, lunga, didascalia.

“Tra la moltitudine di volti che quotidianamente incontriamo, mi capita di rimanere imprigionata in uno sguardo.

Un viso senza nome e senza storia per me che sono all’oscuro.

Ma in quel momento, in quella frazione di secondo nella quale studio ed osservo i suoi sublimi dettagli il tempo si ferma, il mondo scompare e lui inizia a raccontarsi.

Lui.

Un volto.

Quel volto.

Con gli occhi stanchi, verdi e affievoliti, senza quella scintilla che un tempo doveva far perdere la testa al primo sguardo.

Il viso pallido, come chi da tempo non vede la luce del sole.

I vezzi e le leziosità delle espressioni si sono trasformati, ora ci si perde tra le rughe, le grinze e i solchi che caratterizzano questo viso consumato.

Eppure tutto il vigore e la vivacità di un tempo sembrano perdurare, rimangono come celati dietro ad una cortina di polvere, imperturbati ed eterni, ostinati, come chi fa del suo ricordo la propria forza senza riuscire ad ammettere la sconfitta del presente.

Un luogo, una casa, i ricordi”.

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