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Le terribili immagini del mare tinto di rosso per la caccia alle balene nelle Isole Faroe

Questa tradizione si svolge da centinaia di anni, ma le foto rimangono shockanti

Di Viola Stefanello
Pubblicato il 17 Ago. 2018 alle 12:13 Aggiornato il 17 Ago. 2018 alle 12:19
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Alle isole Faroe, un lontano arcipelago dell’Oceano Atlantico settentrionale appartenente alla Danimarca e composto di diciotto minuscole isole, è di nuovo tempo di Grindadráp – o caccia alle balene.

Ogni anno, in questo periodo, circa 800 balene pilota (o globocefali) e qualche raro esemplare di balena dal naso a bottiglia e delfino dai fianchi bianchi vengono uccisi in vista dei duri mesi invernali.

Nelle acque attorno a queste isole vivono 100mila balene.

La mattanza non ha finalità commerciale e tutti possono parteciparvi, disponendosi su delle barche sparse tra fiordi e baie.

Si tratta di una tradizione molto antica che gran parte degli abitanti di queste isole ritengono vada mantenuta, ma che lascia dietro di sé una scia di sangue talmente importante da tingere di un rosso intenso le acque del mare in cui la caccia si svolge.

La carne di questi animali servirà a sfamare i 50mila abitanti delle isole Faroe, piuttosto isolate dal resto del mondo, durante l’inverno.

Questa caccia, inizialmente sviluppata in Islanda e nelle isole più a nord del Regno Unito, si svolge da secoli: il primo documento che limita il numero di uccisioni balene risale al 1298. Il regolamento nazionale è steso in modo da causare il meno dolore possibile alle balene.

Ma questo non rende meno shockanti le immagini scattate quest’anno da  uno studente 22enne dell’Università di Cambridge, Alastair Ward.

Ward ha fotografato il Grindadráp nella baia di Sandavágu.

La caccia si svolge in vari passaggi: in primo luogo si avvista un branco di balene nei pressi di una spiaggia autorizzata. Poi si chiamano altre imbarcazioni, che circondano il branco e lo spingono a riva, dove le balene vengono spiaggiate e uccise.

Ward ha raccontato che alla caccia partecipano veramente tutti: “Persino i bambini sono stati coinvolti: tiravano le funi e saltavano sulle carcasse”.

A preoccuparlo è stato anche il metodo con cui gli animali vengono uccisi. “Gli stridii delle balene era terribile. Inserivano delle funi nei loro sfiatatoi per tirarli a loro e poi le squartavano con dei coltelli”, ha raccontato all’agenzia di stampa Triangle News. “Non sono morte in modo molto umano”.

Sulle isole Faroe sono 17 i villaggi in cui legalmente si può ospitare la caccia alle balene.

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