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I cimiteri navali dell’India

Immagine di copertina

Il progetto di un fotografo italiano documenta il mercato dello smaltimento delle navi ad Alang, in India, dove vi lavorano circa 40mila persone

Il Gujarat è lo Stato indiano situato nella parte nord occidentale del Paese che più di tutti rappresenta l’India moderna, dove l’estrema povertà e lo sfruttamento del lavoro a basso costo si affiancano a un’ascesa vertiginosa del settore industriale, in particolare per quanto riguarda l’industria dei metalli pesanti.

Il distretto di Alang, nel sud del Gujarat, è la più grande area di recupero navale al mondo, dove gigantesche carcasse di navi aspettano di essere smontate a mano da un team di operai che ne recupera parti e componenti.

Solo il bacino di Alang offre lavoro a circa 40mila persone. Qui gli operai in genere sono braccianti poveri che entrano nel settore per garantire un minimo di benessere alle loro famiglie.

“Venire ad Alang mette in pericolo la vita di un membro della mia famiglia, ma se non lo avessi fatto, rischiavo di perderne 5,” racconta un operaio originario del villaggio di Khaling – nella parte sud occidentale del Bhutan.

Disposti a condurre una vita misera per l’equivalente di pochi euro al giorno, gli operai si espongono quotidianamente al rischio di esplosioni e a sostanze chimiche pericolose per la salute.

I rottami d’acciaio rappresentano anche un grave rischio per l’ambiente: a pochi chilometri di distanza da Alang, villaggi di pescatori si scontrano infatti con il gravissimo problema della contaminazione e riduzione della fauna ittica, causate dal riversamento in mare delle sostanze chimiche presenti nelle navi.

India, Bangladesh, Pakistan, Cina e Turchia ospitano i principali siti di demolizione navale attivi nel mondo, e ogni anno vi giungono circa 600 navi pronte ad essere smantellate.

Il progetto Hands on Giants: i cimiteri navali di Alangrealizzato dal fotografo italiano Marco Palladino, racconta questa realtà e fa parte di una più ampia indagine sulle classi povere dell’India e la modernizzazione industriale del Paese. Palladino mostra le zone di contatto tra realtà rurali e tradizionali e le nuove economie indiane all’interno del suo libro fotografico Elegance and Dignity. Stories from India.

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