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Gli effetti dei narcos sul Messico

Immagine di copertina

Glorificado è il servizio fotografico dell'artista neozelandese Erin Lee Hollande che mostra gli effetti dei narcos sul Messico

La fotografa neozelandese Erin Lee Hollande ha realizzato un progetto fotografico – Glorificado – attraverso cui ha voluto raccontare il degrado della società messicana causato dai cartelli dediti al traffico di droga. 

Secondo quanto riportato da Cnn, il Messico è il principale fornitore di droghe, come la marijuana e la metanfetamina, negli Stati Uniti. Per quanto riguarda la cocaina, il Paese fornisce il 90 per cento della quantità venduta illegalmente negli Usa.

In totale, i cartelli messicani guadagnano tra i 19 e i 29 miliardi di dollari all’anno dal mercato della droga statunitense. 

Nel dicembre del 2006 il governo ha dichiarato guerra contro i cartelli di narcotrafficanti, una guerra che ha causato più di 60mila morti nei primi sei anni.

Da quando è stato eletto il nuovo presidente del Messico Enrique Peña Nieto, nel dicembre del 2012, il numero di omicidi legati al narcotraffico sta diminuendo, anche se quello dei rapimenti continua ad aumentare. 

Nonostante ciò, per scappare dalla povertà, molti messicani ambiscono a lavorare nei cartelli di droga alla ricerca di ricchezza e potere, senza prendere in considerazione gli effetti negativi di questa realtà.

La Hollande ha voluto dissuaderli attraverso il suo lavoro.

“Oltre alle conseguenze del narcotraffico sul governo, il Paese subisce molti danni collaterali: bellissimi palazzi restano inutilizzati dopo esser stati sequestrati dal governo; le pallottole incastrate nelle facciate degli edifici vengono dimenticate lì, dopo la fuga dei proprietari; fotografie sbiadite adornano le chiese, e statue in memoria delle vittime della droga riempiono i marciapiedi delle città”, racconta la fotografa a TPI. 

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