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George Weah, il calciatore nato in una baraccopoli e tornato in Liberia per aiutare il suo popolo da presidente

Immagine di copertina
Credit: AFP PHOTO / JOEL SAGET

La bella storia dell'ex campione del Milan, e unico Pallone d'oro africano, da poco eletto presidente della Liberia

Gorge Weah è il nuovo presidente della Liberia. L’ex calciatore del Milan e unico Pallone d’oro africano ha sconfitto il vicepresidente Joseph Boakai vincendo il ballottaggio con il 61,5 per cento dei voti e oggi, 22 gennaio 2018, ha giurato da presidente. 

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L’ex stella del calcio ha preso il posto della presidente Ellen Johnson Sirleaf, in carica dal 2006 e prima presidente donna eletta di uno stato africano.

Al primo turno, il candidato dell’opposizione ed ex stella del calcio, aveva raccolto il 38,4 per cento dei consensi, risultando il più votato. L’attuale vicepresidente della Liberia invece, Joseph Boakai, candidato del partito di governo, Unity Party, era invece riuscito a ottenere solo il 28,8 per cento dei voti.

Era il 26 aprile del 2016, quando il campione di calcio, che ha giocato in alcuni dei club più forti al mondo come Milan, Paris Saint-German, Chelsea, Manchester City e Monaco e ha vinto il Pallone d’oro nel 1995, in un discorso a Monrovia, confermava la decisione di scendere in campo. Un campo diverso da quello a cui era abituato, iniziando la sua campagna elettorale per le presidenziali. 

Quella di George Weah è una bella storia che comincia da lontano, in una baraccopoli di Clara Town, a Monrovia, dove trascorse un’infanzia povera ma dignitosa, crescendo insieme alla nonna paterna e a 13 fratelli di cui prendersi cura.

Prima di diventare calciatore in Camerun – suo primo incarico da professionista – fu centralinista alla Liberia Telecommunications, poi sì trasferì in Francia per cercare fortuna.

In età adulta si convertì all’Islam, si laureò in arte e amministrazione sportiva a Londra e si sposò. Dal matrimonio nacquero tre figli.

Nel 1995 vinse il Pallone d’Oro, il FIFA World Player, e il premio di Calciatore africano dell’anno, riconoscimento che aveva ricevuto già nel 1989. Nel 2004 fu inserito nel “FIFA 100” fra i 125 più grandi giocatori viventi, selezionata da Pelé e dalla FIFA in occasione del centenario della federazione.

Weah è stato ambasciatore Unicef da 1997 ed è rimasto sempre molto attivo in ambito umanitario.

Nella sua carriera da calciatore non ha mai perso il contatto con la sua terra: bandiera della nazionale per 15 anni (anche durante la guerra civile) e da sempre legato alla gente della sua città, Monrovia.

Ai suoi connazionali aveva giurato che sarebbe tornato per aiutare a rimarginare le ferite della guerra, e così è stato.

Entrare in politica era un obiettivo per il quale Weah ha lottato fin dal 2002, anno in cui ha dato l’addio al calcio per dedicarsi alla carriera di parlamentare.

“Sono l’uomo del cambiamento” gridava ai liberiani in campagna elettorale, viaggiando in un lungo e in largo per spiegare il suo programma ai quasi 4 milioni di suoi connazionali.

I punti del suo programma sono: aumento della spesa pubblica, investimenti sull’educazione e sulla sanità, riforme e garanzie di giustizia.

Nei suoi comizi Weah ha usato spesso il termine “speranza”, mettendo a disposizione la sua esperienza per un paese che ha vissuto oltre vent’anni di guerra civile e che nel 2014 è stato falciato da una devastante epidemia d’ebola.

La presidenza oggi appare il naturale approdo per un uomo che – a cinquantuno anni – è pronto per guidare il proprio paese. Prima di lui altri campioni del calcio hanno intrapreso con successo la carriera politica.

Gianni Rivera è stato eletto in quattro legislature, Romario è senatore, Bebeto è deputato, Hakan Sukur fa parte del Parlamento turco, il difensore georgiano – ex Milan – Kaka Kaladze è stato ministro dell’Energia e delle Risorse Naturali, poi vicepremier, ora corre per la carica di sindaco di Tbilisi, capitale della Georgia.

Lo stesso Weah ha consigliato al suo ex collega calciatore, l’ivoriano Didier Drogba di “seguire la sua strada” e di entrare in politica.

Tutto è cominciato con un tweet dell’ex calciatore ghanese Anthony Baffoe, che si è congratulato con Weah per il suo percorso politico all’indomani del ballottaggio liberiano.

A questo tweet, l’ex calciatore ivoriano Drogba ha risposto, estendendo le proprie congratulazioni all’ex stella del Milan. “Grazie a Didier per il supporto, siamo entrambi consapevoli del destino della nostra gente, segui il mio stesso percorso”, ha risposto Weah.

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