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Home » Esteri

Francia: Vincent Bolloré fermato per tangenti in Africa

Immagine di copertina
Vincent Bollore guida Vivendi, azionista di maggioranza di Tim. Credit: Afp

L'imprenditore è accusato di corruzione in un'inchiesta su alcune concessioni portuali in Togo e Guinea

L’imprenditore francese Vincent Bolloré è stato fermato dalla polizia transalpina nell’ambito di un’inchiesta su presunte tangenti pagate in Africa dal suo gruppo nel 2010.

Secondo quanto riferisce il quotidiano Le Monde, l’accusa nei suoi confronti è corruzione.

Bolloré si trova in questo momento sotto interrogatorio nel commissariato di Nanterre, vicino Parigi.

L’inchiesta riguarda concessioni portuali in Togo e Guinea. L’imprenditore è sospettato di aver corrotto funzionari pubblici per far sì che la gestione dei terminal fosse affidata ad alcune società controllate dal suo gruppo, tra cui la Bolloré Africa Logistics Conakry.

Vincent Bolloré, 68 anni, dirige il gruppo omonimo ed è presidente del consiglio d’amministrazione di Havas, sesto gruppo mondiale nel settore delle telecomunicazioni.

L’imprenditore guida anche la media company Vivendi, azionista di maggioranza dell’italiana Tim e in precedenza vicino all’acquisto di Mediaset Premium.

Il suo patrimonio è stimato in 5 miliardi di dollari.

Diversi altri dirigenti del gruppo Bolloré sono in custodia, tra cui il direttore generale, Gilles Alix, e Jean-Philippe Doran, capo della divisione internazionale dell’agenzia di comunicazione Havas.

L’inchiesta delle autorità francesi riguarda in particolare i porti di Lomé, in Togo, e Conakry, in Guinea.

Secondo gli inquirenti, in cambio delle concessioni portuali il gruppo Bolloré avrebbe prestato servizi di comunicazione sottocosto, attraverso la società Havas, per le campagne elettorali di Alpha Condé, attuale presidente delle Guinea, e Faure Gnassingbé, attuale presidente del Togo.

Entrambi sono stati eletti nel 2010. Faure Gnassingbé è il figlio del suo precedente, il dittatore Gnassingbé Eyadéma, al potere dal 1967 al 2005.

Pochi mesi dopo l’elezione di Condé la gestione del porto di Conakry passò dal gruppo francese Necotrans alla società di Bolloré.

“Bolloré ha soddisfatto tutte le condizioni delle gare d’appalto. È un amico, io preferisco gli amici”, ha dichiarato Condé, intervistato da Le Monde nel 2016.

L’affidamento della concessione alla Bolloré Africa Logistics Conakrya è stata oggetto di una battaglia legale su ricordo del grupo Necotrans, poi finito in bancarotta. Alcuni beni della società sono stati poi acquistati per una somma irrisoria da Bolloré nell’estate del 2017.

“È una fantasia pensare che una mano nella campagna di un candidato presidente outsider, quale era Alpha Condé, possa aver favorito la concessione di un porto”, aveva dichiarato alcuni mesi fa Dorent a Le Monde.

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