Banner donazione
Ultimo aggiornamento ore 17:29
Immagine autore
Lucarelli
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Di Battista
Home » Esteri

Il primo video sulle schiave del sesso nella seconda guerra mondiale

Immagine di copertina
Credit: Seoul University

Il filmato in bianco e nero potrebbe contenere le uniche immagini in movimento sulle donne deportate e costrette a prostituirsi nei bordelli dell'esercito giapponese

Provenivano principalmente dalla Corea del Sud, ma anche dalla Cina e dalle Filippine. Erano state deportate dai loro paesi e costrette a prostituirsi nei bordelli dell’esercito giapponese durante la seconda guerra mondiale.

Ora, per la prima volta, possiamo vedere i volti delle comfort women, letteralmente “donne di conforto”, grazie a un video rinvenuto da un gruppo di ricercatori finanziati dal governo della Corea del Sud, che per due anni hanno dato la caccia a questo materiale negli archivi degli Stati Uniti.

Il filmato, che è in bianco e nero e dura appena 18 secondi, è stato diffuso mercoledì 5 luglio dai media internazionali. Si ritiene che sia stato girato da alcuni soldati statunitensi nella provincia cinese di Yunnan nel 1944.

Il video potrebbe contenere le uniche immagini in movimento esistenti sulle comfort women. I ricercatori sostengono però che delle sette donne coreane che compaiono nel filmato, due sono già comparse in fotografie già pubblicate.

Nel video le donne stanno parlando con un soldato cinese dopo essere state liberate. Secondo i ricercatori dal video emerge che le donne erano trattenute contro il loro volere, come emerge dal fatto che hanno i piedi scalzi.

– LEGGI ANCHE: La statua dedicata alle schiave sessuali sudcoreane che non piace al Giappone

Il tema è stato a lungo dibattuto, dal momento che il Giappone ha ammesso solo di recente di avere delle responsabilità nella deportazione e nella prigionia di queste donne costrette a prostituirsi per soddisfare i piaceri delle truppe nipponiche, mentre la Corea del Sud aspetta da decenni una vera e propria presa di posizione a riguardo.

L’esercito imperiale giapponese, tra gli anni 1932 e 1945, adescò e condusse nelle sue comfort stations – dislocate in ogni regione dell’Asia orientale sotto il dominio imperiale – tra le 80mila e le 200mila donne e bambine.

La maggior parte di loro proveniva dalla Corea, ma ve ne erano tante altre di origine giapponese, cinese, filippina o vietnamita. Ci sono anche le testimonianze di alcune centinaia di donne di origine europea.

Sedotte da offerte di lavoro illusorie che promettevano mansioni di ogni genere in fabbriche o ristoranti, o talvolta rapite mentre passeggiavano per strada, migliaia di donne e bambine – alcune sin dall’età di 12 anni – furono deportate nelle fabbriche del sesso. Vi rimasero per mesi o anni, subendo l’umiliazione di orde di soldati che facevano ritorno dai campi di battaglia e che potevano abusare dei loro corpi a proprio piacimento.

Qui sotto il filmato diffuso dal Seoul University Human Rights Centre/Seoul City.

– LEGGI ANCHE: Le schiave del sesso della seconda guerra mondiale

Ti potrebbe interessare
Esteri / L’Iran elegge il nuovo presidente: conservatori pronti a tornare al potere
Esteri / Usa, il concerto di Bruce Springsteen è vietato a chi si è vaccinato con AstraZeneca
Esteri / Juneteenth, il giorno per ricordare la fine della schiavitù dei neri, diventa festa federale negli Usa
Ti potrebbe interessare
Esteri / L’Iran elegge il nuovo presidente: conservatori pronti a tornare al potere
Esteri / Usa, il concerto di Bruce Springsteen è vietato a chi si è vaccinato con AstraZeneca
Esteri / Juneteenth, il giorno per ricordare la fine della schiavitù dei neri, diventa festa federale negli Usa
Esteri / Israele presta ai palestinesi oltre un milione di vaccini Pfizer in scadenza
Esteri / Schiavitù infantile, Corte Suprema Usa blocca causa contro i giganti del cioccolato
Esteri / La variante Delta spaventa il Regno Unito: mai così tanti casi da febbraio
Esteri / Chi è Lina Khan, la nuova dirigente dell'Antitrust americano che fa tremare le Big Tech
Esteri / Covid, la Cina risponde alle accuse: “Gli scienziati di Wuhan meritano il premio Nobel”
Esteri / Omicidio Regeni, l’impertinenza egiziana: “Non c’è motivo per iniziare un processo”
Esteri / Un bisonte e un paio d'occhiali da sole: così sottovoce Biden torna a trattare con Putin