Covid ultime 24h
casi +24.036
deceduti +297
tamponi +339.635
terapie intensive +50

Perché è importante vaccinarsi contro il papilloma virus

Negli Stati Uniti il tasso di infezione è diminuito del 64 per cento in dieci anni tra le adolescenti Cose utili da sapere

Di TPI
Pubblicato il 23 Feb. 2016 alle 15:55 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 03:15
0
Immagine di copertina

Dall’introduzione del vaccino contro il papilloma virus nel 2006, il tasso di infezione è sceso del 64 per cento tra le adolescenti statunitensi. Il virus, che nel peggiore dei casi può provocare il tumore al collo dell’utero, si contrae generalmente attraverso i rapporti sessuali.

Il vaccino contro l’Hpv è indicato per prevenire le lesioni genitali precancerose della cervice uterina, della vulva e della vagina e del cancro della cervice uterina. 

Secondo i dati contenuti nello studio di AAP Gateway, che sarà pubblicato nel mese di marzo sulla rivista Pediatrics, il tasso di infezione tra le adolescenti è calato dall’11,5 per cento al 4,3 per cento. Tra le donne con più di vent’anni il tasso è sceso del 34 per cento. 

In Europa al momento sono disponibili due vaccini preventivi contro l’Hpv: il vaccino quadrivalente e il vaccino bivalente, autorizzati rispettivamente nel 2006 e nel 2007. 

Rimane però un problema: nonostante da dieci anni ormai il vaccino sia raccomandato a tutte le ragazze tra gli 11 e i 12 anni, non tutti fanno i tre richiami del vaccino, necessari per una protezione completa. 

Solo il 40 per cento delle ragazze tra i 13 e i 17 anni, e il 22 per cento dei ragazzi, hanno fatto tutti e tre i richiami, secondo uno studio del Centers for Disease Control and Prevention statunitense. E solo il 60 per cento delle ragazze ha fatto almeno la prima dose.

Messaggio politico elettorale. Committente: Tobia Zevi

Intorno alla questione dei vaccini contro il papilloma virus, rimane un timore che però non trova alcun riscontro scientifico: le ragazzine più giovani saranno più propense a sperimentare il sesso. 

I dati però non confermano, anzi smentiscono questa paura. La quota di studenti delle scuole superiori che dicono di aver fatto sesso non è cambiato dal 2001. 

Inoltre, la quota di chi ha dichiarato di avere rapporti sessuali prima dei 13 anni ha continuato a scendere, dal 6,6 per cento del 2001 al 5,6 per cento nel 2013.

E secondo altri studi del 2012, le ragazze che erano state vaccinate non avevano più probabilità di rimanere incinte da giovani rispetto a quelle non vaccinate. 

0
Accesso

Se non ricordi la tua password o in precedenza usavi un account social (Facebook, Google) per accedere, richiedi una nuova password.