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Home » Esteri

Usa, ragazza uccide a colpi di pistola l’uomo che l’ha violentata per anni: scarcerata grazie a una raccolta fondi

Immagine di copertina
Randy Volar e Chrystul Kizer

Ragazza uccide l’uomo che l’ha violentata per anni: scarcerata

Rischia l’ergastolo per aver ucciso l’uomo che l’ha violentata per anni, in attesa del processo è stata scarcerata grazie a una raccolta fondi. È la storia di Chrystul Kizer, ragazza di 19 anni del Wisconsin, accusata dell’omicidio con due colpi di pistola di Randy Volar, l’orco che l’aveva costretta ad avere rapporti sessuali quando lei era ancora minorenne, e che l’aveva anche venduta ad altri uomini.

Lunedì scorso Kizer è uscita dal carcere dopo una straordinaria campagna legale, di stampa e di sostegno che ha raccolto i soldi per pagare la sua cauzione, 400mila dollari, denaro arrivato grazie a migliaia di donazioni da tutti gli Stati Uniti.

La vicenda ha avuto molto risalto sui media americani. In tanti considerano ingiuste le accuse mosse alla ragazza, che nel giugno 2018 si ribellò al 33enne Volar sparandogli due colpi alla testa, dopo anni di vessazioni e violenze, e dopo essere stata per l’ennesima volta drogata. La giovane aveva anche cercato di dare fuoco alla casa con il cadavere, con l’obiettivo di depistare le indagini. Davanti ai giudici dovrà rispondere di varie accuse, tra cui incendio doloso e omicidio intenzionale di primo grado, che in Wisconsin comporta una condanna all’ergastolo.

L’orco era stato già arrestato per crimini sessuali su minori, quattro mesi prima di essere ucciso, ma era stato inspiegabilmente scarcerato ed era rimasto in libertà fino al giorno dell’omicidio. Kizer ha confessato il delitto, spiegando tuttavia di aver agito per legittima difesa dopo l’ennesimo tentativo di stupro. Secondo l’accusa, invece, la ragazza aveva pianificato l’uccisione.

“Troppo spesso, i sopravvissuti alla violenza, in particolare le donne e le ragazze di colore, vengono puniti per essersi difesi”, ha dichiarato l’attivissimo gruppo di difesa della ragazza. “Il caso di Chrystul evidenzia l’urgente necessità che il sistema giudiziario penale smetta di perseguire i sopravvissuti alla violenza domestica e alle aggressioni sessuali”.

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