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Per scrivere un tweet di Hillary Clinton servono 10 persone e 7 ore

Secondo quanto emerge dagli scambi di email pubblicati da Wikileaks tra i membri dello staff della campagna presidenziale, ogni frase viene discussa in grande dettaglio

Di TPI
Pubblicato il 11 Ott. 2016 alle 11:23 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 02:34
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Immagine di copertina

Il fondatore di Wikileaks, Julian Assange, lo aveva detto:
prima delle elezioni statunitensi (previste per l’8 novembre) ci sarebbero state
nuove fughe di notizie sulla piattaforma, e prontamente sono arrivate,
colpendo finora la candidata dei democratici Hillary Clinton.

Tra le circa duemila email private diffuse, ci sono anche
quelle dello staff che si occupa della gestione dei social media e dei rapporti con la stampa
per conto di Clinton, capitanato dal presidente della campagna John Podesta.

Oltre ai dettagli sulle strategie politiche che si possono
evincere da queste comunicazioni, si può anche avere un’idea di quanto sia
delicato il lavoro svolto da tale staff, che nel pubblicare post su Facebook o
Twitter per conto della candidata deve soppesare ogni parola e discutere nei
minimi dettagli il messaggio che si decide di affidare al web.

Tutto questo si può dedurre in particolare da uno scambio di mail tra vari membri dello staff, tra cui Podesta, in cui viene decisa la
risposta di Clinton a un tweet provocatorio del repubblicano Marco Rubio, che il
31 luglio 2015 criticava le parole della candidata rispetto ai rapporti con
Cuba:

Come si può notare dalla conversazione via mail diffusa da Wikileaks, per decidere la risposta a un solo tweet vengono coinvolte dieci persone e spese circa sette ore, fino a che, dopo che tutti si sono detti d’accordo con le parole da usare, l’account Twitter di Clinton non pubblica la replica:

Di seguito alcuni estratti degli scambi tra i membri dello staff, il cui testo completo può essere letto su Wikileaks:

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