Il Wall Street Journal: “Gli Usa vogliono comprare la Groenlandia, non invaderla”
Lo avrebbe detto il segretario di Stato Rubio durante un briefing a porte chiuse: "La Casa Bianca sta usando la retorica per fare pressione sulla Danimarca affinché avvii i negoziati"
L’Amministrazione degli Stati Uniti non pensa a un’invasione militare imminente della Groenlandia: l’obiettivo è comprare l’isola dalla Danimarca. Lo avrebbe detto il segretario di Stato Marco Rubio durante un briefing a porte chiuse con alti funzionari del Congresso tenuto lunedì 5 gennaio dopo l’operazione che ha portato alla cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro. A scriverlo è il Wall Street Journal, che cita fonti vicine alle discussioni
Secondo l’autorevole giornale newyorkese, Rubio “minimizza” le voci circa una possibile azione militare degli Stati Uniti, voci peraltro alimentate dalla stessa Casa Bianca. Parlando con i legislatori, il segretario di Stato avrebbe chiarito che Washington “sta usando la retorica per fare pressione sulla Danimarca affinché avvii i negoziati”.
All’indomani dell’arresto di Maduro, il presidente Donald Trump aveva affermato che gli Usa hanno “bisogno della Groenlandia dal punto di vista della sicurezza nazionale”. Ieri, martedì 6 gennaio, la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt ha spiegato che “l’acquisizione della Groenlandia” è “fondamentale per scoraggiare i nostri avversari nella regione artica”. “Il Presidente e il suo team stanno discutendo una serie di opzioni per perseguire questo importante obiettivo di politica estera e, naturalmente, l’impiego dell’esercito statunitense è sempre un’opzione a disposizione del Comandante in Capo”, ha aggiunto la portavoce.
Intanto, dall’Europa arrivano i primi tentativi di scoraggiare l’intervento americano. Ieri sette leader del vecchio continente hanno firmato una dichiarazione congiunta in cui si afferma che “la Groenlandia appartiene al suo popolo” e che “spetta alla Danimarca e alla Groenlandia, e solo a loro, decidere sulle questioni che riguardano la Danimarca e la Groenlandia”. La nota è stata sottoscritta dal tedesco Merz, dal francese Macron, dall’italiana Meloni, dal britannico Starmer, dallo spagnolo Sánchez, dal polacco Tusk, oltre che dalla danese Frederiksen. Copenaghen e il governo della Groenlandia hanno inoltre chiesto un incontro con il segretario di Stato Rubio.
Il ministro della Difesa danese Troels Lund Poulsen ha annunciato l’intenzione del suo Paese di “rafforzare la presenza militare in Groenlandia”: “Ma avremo anche una presenza Nato più ampia, con più esercitazioni”, ha sottolineato.
“In una situazione in cui il presidente americano ha nuovamente affermato che gli Stati Uniti prendono molto sul serio la Groenlandia, questo sostegno da parte dei nostri alleati nella Nato è molto importante e inequivocabile”, ha commentato il primo ministro della Groenlandia, Jens-Frederik Nielsen. “Ancora una volta – dice Nielsen – esorto gli Stati Uniti a cercare un dialogo rispettoso attraverso i corretti canali diplomatici e politici e utilizzando i forum preesistenti basati su accordi già in vigore con gli Stati Uniti. Il dialogo deve avvenire nel rispetto del fatto che lo status della Groenlandia è radicato nel diritto internazionale e nel principio di integrità territoriale”.
Ma Trump non sembra avere alcuna intenzione di arretrare. Dopo il comunicato europeo, la portavoce della Casa Bianca Anna Kelly ha ribadito alla Cnn: “Il presidente Trump ritiene che la Groenlandia sia una posizione strategicamente importante, fondamentale dal punto di vista della sicurezza nazionale, ed è fiducioso che i groenlandesi sarebbero serviti meglio se protetti dagli Stati Uniti dalle moderne minacce nella regione artica”.
Secondo The Economist, tuttavia, l’Amministrazione Usa starebbe lavorando dietro le quinte a un accordo di associazione con la Groenlandia che escluda la Danimarca: un’intesa di tipo politico e militare per consentire a Washington di schierare più liberamente truppe ed espandere le sue infrastrutture militari. La prospettiva sarebbe quella di stabilire con la Groenlandia un rapporto simile a quello con alcune isole del Pacifico, come gli Stati Federati di Micronesia, le Isole Marshall e la Repubblica di Palau, sul modello della Compact of Free Association (Cofa). In base a questo trattato, le forze armate americane possono operare liberamente ed è prevista una partnership commerciale esente da dazi.