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Super Bowl 2026, chi è Bad Bunny e perché Trump ha definito “terribile” il suo show

Immagine di copertina
Credit: AGF

Quella del rapper è stata la prima esibizione interamente in lingua spagnola nella storia dell'evento sportivo. Lo spettacolo è stato un omaggio a Porto Rico: "Insieme, siamo l'America", è stato il suo slogan. Ma al presidente non è piaciuto: "Nessuno capisce una parola, è un affronto alla grandezza dell'America"

Super Bowl 2026, chi è Bad Bunny e perché Trump ha definito “terribile” il suo show

Il rapper Bad Bunny è stato il protagonista assoluto dell’edizione 2026 del Super Bowl, nella serata di ieri, domenica 8 febbraio, al Levi’s Stadium di Santa Clara, in California. Lo show dell’artista portoricano nell’intervallo della partita tra i Seahawks di Seattle e i Patriots di Boston ha diviso gli Stati Uniti.

Se una parte del Paese acclama il suo messaggio di inclusione in chiave anti-trumpiana, l’altra parte lo accusa di essere un nemico dell’America. A quest’ultima fazione fa capo anche lo stesso presidente Usa Donald Trump, che ha disertato l’evento e sul suo social Truth ha definito l’esibizione “assolutamente terribile”.

Per la cronaca, la finale stagionale della Nfl, la lega nazionale di football americano, è stata vinta dai Seahawks, che hanno sconfitto i Patriots con un sonoro 29 a 13.

Lo show al Super Bowl: un omaggio a Porto Rico

Bad Bunny è stato il primo musicista a esibirsi interamente in lingua spagnola al Super Bowl, l’evento televisivo più seguito dell’anno negli Stati Uniti.

Il suo show, durato 14 minuti, è stato un omaggio al suo Paese natale, Porto Rico, che ha lo status di territorio autonomo degli Stati Uniti (appartiene agli Usa, ma non gode degli stessi diritti degli Stati federati). L’isola caraibica è stata rappresentata scenograficamente da un campo di canna da zucchero a dalla “casita”, una ricostruzione della casa tradizionale portoricana che il rapper porta ormai da tempo in tutti i suoi concerti.

Il momento più significativo dell’esibizione è stato quando l’artista ha scandito in inglese “Dio benedica l’America”, prima di elencare tutte le nazioni dell’America centrale, meridionale e settentrionale, mentre i ballerini portavano le loro bandiere.

Sullo sfondo, un cartellone recitava (in lingua inglese) “L’unica cosa più potente dell’odio è l’amore”, mentre Bad Bunny teneva in mano un pallone da football con la scritta (sempre in inglese) “Insieme, siamo l’America”.

Chiuso l’elenco delle nazioni americane, il rapper ha scandito: “Mi Patria Puerto Rico, seguimos aquí”, ovvero “Mia patria Porto Rico, siamo ancora qui”.

Bad Bunny ha presentato un medley dei suoi più grandi successi, tra cui “Tití Me Preguntó”, “Monaco” e “Baile Inolvidabile”. Durante lo spettacolo è stato affiancato da diversi artisti ospiti: Lady Gaga, Ricky Martin, Pedro Pascal, Cardi B, Karol G e Jessica Alba.

L’artista indossava una tuta bianca disegnata per lui da Zara. Sulla felpa era decorato il numero 64. Secondo i media statunitensi, si è trattato di un omaggio alle vittime dell’uragano Maria che nel 2017 ha colpito l’area nord-orientale dei Caraibi, tra cui Porto Rico. Inizialmente il bilancio ufficiale del disastro era stato quantificato in 64 morti, ma in seguito la stima è stata ampiamente rivista, portando il totale delle vittime quasi a quota 3mila.

All’epoca, l’Amministrazione del presidente Trump fu criticata dai portoricani per non aver fornito lo stesso supporto federale rispetto ad altri eventi climatici estremi che si avevano investito gli Stati Uniti.

La reazione di Trump

Trump è intervenuto sul social di sua proprietà, Truth, per criticare lo show di Bad Bunny. “Lo spettacolo dell’intervallo del Super Bowl è assolutamente terribile, uno dei peggiori di sempre!”, ha scritto il presidente degli Stati Uniti. “Non ha senso, è un affronto alla grandezza dell’America e non rappresenta i nostri standard di successo, creatività o eccellenza”.

“Nessuno capisce una parola di quello che dice questo tizio, e il ballo è disgustoso, soprattutto per i bambini che guardano da tutti gli Stati Uniti e da tutto il mondo”, ha aggiunto il leader della Casa Bianca. “Questo ‘spettacolo’ è solo uno ‘schiaffo in faccia’ al nostro Paese, che stabilisce nuovi standard e record ogni singolo giorno, tra cui il miglior mercato azionario e i migliori fondi pensione della storia!”.

E ancora: “Non c’è nulla di motivante in questo pasticcio di spettacolo dell’intervallo e, guardarlo, riceverà ottime recensioni dai media fake, perché non hanno la minima idea di cosa stia succedendo nel mondo reale”. Trump ha inoltre invitato la Nfl a “cambiare immediatamente la sua nuova, ridicola regola del calcio d’inizio”.

Già prima del Super Bowl, il presidente aveva biasimato la scelta di invitare Bad Bunny e aveva detto che durante l’intervallo del match avrebbe seguito un altro evento: il concerto pro-Maga organizzato dalla fondazione di Charlie Kirk, Turning Point Usa, che vedeva protagonista il rocker Kid Rock, noto sostenitore di Trump.

Chi è Bad Bunny: biografia e carriera

Bad Bunny, il cui vero nome è Benito Antonio Martinez Ocasio, è stato l’artista più ascoltato nel 2025 sulla piattaforma streaming Spotify.

Il rapper si è espresso in più occasioni contro le politiche di Trump. Appena una settimana fa, nel suo discorso ai Grammy Awards dopo aver vinto il premio come miglior album di musica urban, aveva scandito dal palco “Ice Out!”.

Martinez Ocasio è nato 32 anni fa, il 10 marzo 1994, a Bayamón, nel nord-ovest dell’isola di Porto Rico, ma è cresciuto a Borinquen, città a una trentina di chilometri di distanza.

Suo padre, Tito Martínez, era un camionista. Sua madre, Lysaurie Ocasio, un’insegnante. Dopo essersi diplomato al liceo nel 2012, Benito si iscrisse al corso di Comunicazione audiovisiva dell’Università di Porto Rico ad Arecibo: voleva diventare un conduttore radiofonico.

Tuttavia le sue prime esperienze nel mondo dello spettacolo sono state nelle vesti di attore, aggiudicandosi piccoli ruoli in alcuni film, tra cui “Bullet Train”, “Cassandro” e “Happy Gilmore 2”. Nel 2021 ha avuto una parte importante come membro di un cartello di Tijuana nell’acclamata serie Netflix “Narcos: Messico”.

Ha iniziato a pubblicare canzoni sulla piattaforma SoundCloud nel 2016. Due anni dopo ha pubblicato il suo primo album, “X 100Pre”, che ha raggiunto l’11esimo posto nella classifica di Billboard.

Il nome d’arte “Bad Bunny” deriva da una sua foto scattata quando era bambino, in cui teneva in mano un costume da coniglio e un cestino. “Ero arrabbiato quel giorno in quella foto”, ha spiegato in un’intervista: “Non esistono conigli cattivi, credo. Anche un coniglio cattivo sembrerà buono”.

L’album del 2022, “Un Verano Sin Ti” è stato il primo album interamente in lingua spagnola a raggiungere il primo posto nella classifica Billboard 200 ed è diventato anche il primo album interamente in spagnolo a essere candidato ai Grammy Awards come album dell’anno.

Il suo ultimo album, “Debí Tirar Más Fotos”, uscito nel 2025, è entrato nella storia lo scorso primo febbraio diventando il primo album in lingua spagnola a vincere il Grammy Award come album dell’anno.

Nella sua carriera, Bad Bunny ha vinto 6 Grammy Awards, 17 Latin Grammy Awards, 16 Billboard Music Awards e molti altri riconoscimenti.

L’esibizione al Super Bowl è stata la prima negli Stati Uniti dopo l’uscita di “Debí Tirar Más Fotos”. Dalle canzoni dell’album emerge una forte attenzione all’identità portoricana e alla lotta contro la colonizzazione . Il modo in cui Bad Bunny usa il linguaggio è stato descritto come “un atto di sfida e sopravvivenza”.

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