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Perché gli Stati Uniti hanno dichiarato guerra alla Huawei (e la Cina)

Gli Stati Uniti hanno accusato il colosso cinese di spionaggio e di violazione delle sanzioni all'Iran nello stesso periodo in cui Usa e Cina trattano per mettere fine alla guerra commerciale

Di Futura D'Aprile
Pubblicato il 29 Gen. 2019 alle 13:42 Aggiornato il 11 Set. 2019 alle 02:35
Immagine di copertina
Il presidente americano Donald Trump

Il dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha formalizzato più di 20 capi d’accusa contro l’azienda cinese di telecomunicazione Huawei, due  sue sussidiarie e contro la vicepresidente Meng Wanzhou, che al momento è in libertà vigilata in Canada per spionaggio industriale e violazione delle sanzioni americane contro l’Iran.

La mossa degli Stati Uniti si inserisce in un più vasto confronto che vede contrapposti Washington e Pechino e che rischia di mettere in crisi i negoziati tra le parti per risolvere la guerra commerciale in corso.

Le accuse contro Huawei

Le accuse mosse contro il colosso cinese sono principalmente due: la prima riguarda la violazione delle sanzioni imposte dagli Usa contro l’Iran dopo il ritiro di Trump dall’accordo sul nucleare iraniano firmato nel 2015 da Obama; la seconda è di aver cercato di rubare all’americano T-Mobile una tecnologia per testare il funzionamento dei cellulari tra il 2012 e il 2013.

Secondo gli Stati Uniti, la Huawei è riuscita ad aggirare le sanzioni imposte all’Iran ricorrendo a una sua controllata, la Skycom: tramite questa azienda il colosso cinese avrebbe fatto affari con il regime iraniano nonostante l’embargo, vendendo anche componenti prodotte negli Stati Uniti.

Il comportamento tenuto dall’azienda, secondo gli Stati Uniti, rappresenta una minaccia alla sicurezza nazionale: la Huawei infatti è stata accusata di usare le informazioni che ottiene operando nel mercato americano per operazioni di spionaggio.

Gli Usa infatti credono che ci siano dei problemi di cyber-sicurezza legati all’utilizzo dei prodotti del colosso cinese.

L’arresto di Meng Wanzhou

Il primo dicembre 2018 la direttrice finanziaria di Huawei, Meng Wanzhou, viene arrestata in Canada: sulla dirigente del colosso cinese grava una richiesta di estradizione da parte degli Stati Uniti per aver violato le sanzioni contro l’Iran.

La Cina aveva subito chiesto il rilascio della Wanzhou, che viene infatti scarcerata 10 giorni dopo dietro cauzione senza possibilità di lasciare il paese.

L’arresto aveva dato vita ad un caso diplomatico tra Cina e Canada, come dimostrato dal fermo di un ex diplomatico canadese da parte delle autorità cinesi.

Trump invita a non usare la tecnologia Huawei

A novembre del 2018 il governo degli Stati Uniti ha invitato i suoi alleati, tra cui l’Italia, a non utilizzare i prodotti dell’azienda cinese Huawei: secondo Washington ci sarebbero dei problemi di cyber-sicurezza legati all’utilizzo dei prodotti del colosso cinese dell’high tech.

L’appello dell’Amministrazione americana era diretto principalmente a quei paesi in cui sorgono le basi militari Usa: il governo infatti teme che possano essere oggetto di attacchi informatici.

La guerra commerciale Cina-Stati Uniti

Il tema della cyber-sicurezza non è l’unica ragione che si nasconde dietro i ripetuti attacchi degli Stati Uniti contro il colosso cinese. Da mesi infatti è in corso una guerra commerciale tra Washington e Pechino.

Ad agosto 2018 l’Amministrazione Trump ha imposto nuove tasse doganali su 16 miliardi di dollari di prodotti cinesi importati, dopo i dazi del 25 per cento già decisi in precedenza.

Il governo americano aveva minacciato nuove sanzioni, ma a fine anno si era giunti ad un accordo. Il presidente Trump aveva accettato di non aumentare le tariffe dei prodotti cinesi dal 10 al 25 per cento a partire dal primo gennaio 2019 e in cambio la Cina si era impegnata ad acquistare una quantità “molto consistente” di prodotti agricoli, industriali ed energetici made in Usa.

Dentro il Rojava, guerra di Siria

Nello stesso periodo erano stati avviati dei colloqui per mettere fine alla guerra commerciale sulla scia dei risultati positivi raggiunti nel corso del G20 di Buenos Aires.

Gli Usa potrebbero usare la questione Huawei per ottenere dei vantaggi, anche perché la guerra commerciale sta danneggiando più l’economia americana che non quella cinese.

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