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Dai rubinetti esce vodka e birra: l’incredibile scoperta in India

Quello che usciva dai rubinetti era una miscela maleodorante di acqua mista a strane sostanze alcoliche, non trasparente e in parte anche schiumosa all’apertura dei rubinetti

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 10 Feb. 2020 alle 10:48
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Immagine di copertina

Per alcuni è un sogno che si avvera, per altri sarà stato come vivere la scena di un film, e invece è successo per davvero: in una città dell’India meridionale birra e vodka hanno cominciato a sgorgare dai rubinetti.

A denunciare la fuoriuscita dell’alcol sono stati gli inquilini di uno stabile della città di Chalakkudy. L’indagine scattata successivamente ha scoperto che accanto al pozzo di acqua corrente del palazzo erano stati smaltiti, in una fossa, 6mila litri di birra e alcolici vari, che si sono mescolati all’acqua rovinandone circa 20mila litri.

Quello che usciva dai rubinetti era una miscela maleodorante di acqua mista a strane sostanze alcoliche, non trasparente e in parte anche schiumosa all’apertura dei rubinetti. Al sapore, più che la solita acqua potabile, sembrava un liquore annacquato.

Il proprietario dell’edifico, Joshy Malliyekkal, ha riferito, secondo quanto riporta The News Minute, che gli alcolici sono stati versati in una fossa dal bar Rachana, chiuso anni fa, ma con un magazzino di liquori ancora da smaltire: “Accanto al nostro appartamento si trova il bar Rachana. Sei anni fa, questo bar è stato chiuso e il loro magazzino di liquori sigillato dal dipartimento delle accise. Nell’adempiere le formalità dello smaltimento dei liquori, i funzionari hanno versato tutto il liquore sigillato in una fossa che avevano scavato all’interno del complesso”.

T.K. Sanu, vice commissario del dipartimento delle accise, ha spiegato che i funzionari che hanno eseguito lo smaltimento non sapevano che ci fosse un pozzo aperto nelle vicinanze, e di aver optato per lo smaltimento in una fossa per via dell’esiguo numero di bottiglie, circa 2.000.

L’acqua del pozzo aperto, nel frattempo, è stata ripulita e il proprietario del bar si è detto disponibile a sostenere le spese di fornitura dell’acqua ai residenti finché il pozzo non ricomincerà a funzionare.

Un inquilino ha dichiarato che, nel suo appartamento, sono stati installati un serbatoio separato e 2 linee di collegamento idrico, ma che l’esperienza è stata comunque traumatica perché per giorni la sua famiglia ha dovuto rinunciare all’acqua potabile.

I residenti ora vogliono presentare reclami al Ministero della Sanità, al Comune, al Commissario di polizia di Thrissur e ai parlamentari, in modo che vengano adottate misure per punire i colpevoli.

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