Banner donazione
Ultimo aggiornamento ore 22:28
Immagine autore
Lucarelli
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Di Battista
Home » Esteri

L’odissea dei migranti nelle isole greche

Immagine di copertina

Il numero di rifugiati che approda sulle coste della Grecia è aumentato di sei volte rispetto al 2014. I migranti spesso dormono per strada, senza acqua né cibo

Mariem, originaria della periferia di Damasco, in Siria, è arrivata nell’isola greca di Kos circa una settimana fa. Era in fuga dalla guerra.

“Per andare a lavoro, un tragitto di venti minuti, impiegavo più di due ore perché dovevo passare sei controlli, quelli dell’esercito e quelli dei ribelli, dove operavano i cecchini. Lo stesso succedeva al ritorno. La vita era diventata insopportabile: senza luce né acqua, i siriani sono costretti a mangiare erba e foglie di alberi perché non hanno nulla. In Siria non vivevo, ero uno zombie”, racconta Mariem al quotidiano spagnolo El País.

Come Mariem, decine di migliaia di rifugiati sono arrivati nelle isole greche del mar Egeo – Mitilene, Samos, Leros, Chíos o Kos – dall’inizio di quest’anno. Provengono dalla Siria, dall’Iraq, dall’Eritrea e dall’Afghanistan.

Secondo le stime della polizia greca, gli sbarchi nelle coste greche sono aumentati del 327 per cento rispetto allo scorso anno. Nei primi mesi del 2015 sono arrivati in Grecia 42mila migranti, la maggior parte richiedenti asilo, secondo i dati dell’UNHCR, l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati.

Migliaia di persone, arrivate senza un visto regolare, si stanziano nei porti delle isole dell’Egeo, poiché le autorità greche non prestano alcun soccorso. La maggior parte degli aiuti proviene dagli abitanti delle isole, che forniscono loro cibo, vestiti, pannolini o assorbenti.

Questi migranti fanno parte, insieme a quelli arrivati nelle coste italiane, del gruppo di rifugiati che l’Unione Europea vorrebbe distribuire in altri Paesi membri.

La maggior parte di queste persone non può permettersi di spendere 30 euro al giorno per una stanza d’albergo. Mariem è stata fortunata e condivide una stanza con altre due ragazze – una di Aleppo e una di Damasco – che l’hanno accompagnata nel viaggio dalla Turchia.

Di solito però i rifugiati dormono nei parchi o negli edifici abbandonati, senza acqua né luce. Per questo motivo, la Croce Rossa ha portato a Kos tende e coperte, per offrire ai migranti un alloggio temporaneo. Nessuno di loro sa dove andrà a finire, né quale sarà il Paese cui verranno assegnati.

Mariem vorrebbe raggiungere suo fratello in Olanda, e per farlo dovrà percorrere lunghe tratte, spesso a piedi: attraverserà il nord della Grecia, la Macedonia, la Serbia e l’Ungheria, fino ad arrivare in Olanda. Dovrà spendere come minimo 8000 euro, e chissà quanto tempo, per arrivare alla meta.

Secondo il Trattato di Dublino II dell’Unione Europea, firmato dalla Grecia e dal resto dei Paesi membri (salvo la Croazia), i migranti devono chiedere asilo nel primo Paese d’arrivo e non possono viaggiare liberamente attraverso l’Europa. Il Regolamento è stato messo in atto per evitare che i richiedenti asilo presentino domande in più Stati membri.  

La crescita dei flussi migratori e le fallimentari politiche migratorie della Grecia  – uno dei Paesi europei che approva il minor numero di richieste di asilo, solo il due per cento – obbliga i migranti senza un visto regolare a mettersi nelle mani dei trafficanti. Secondo gli esperti, ogni anno il traffico di migranti frutta circa 2.200 milioni di euro all’anno.

L’articolo è stato originariamente pubblicato qui. Traduzione parziale a cura di Fernanda Pesce Blazquez. 

Ti potrebbe interessare
Esteri / “Palestinian lives matter”: ora non è più solo Bernie Sanders a criticare Israele nel Congresso USA
Esteri / Associated Press chiede un’inchiesta indipendente sul bombardamento del palazzo dei media a Gaza
Esteri / “Bill Gates ha lasciato la presidenza Microsoft a causa di una relazione con una dipendente”
Ti potrebbe interessare
Esteri / “Palestinian lives matter”: ora non è più solo Bernie Sanders a criticare Israele nel Congresso USA
Esteri / Associated Press chiede un’inchiesta indipendente sul bombardamento del palazzo dei media a Gaza
Esteri / “Bill Gates ha lasciato la presidenza Microsoft a causa di una relazione con una dipendente”
Esteri / Gerusalemme, crolla la tribuna di una sinagoga: almeno 2 morti e 130 feriti
Esteri / Giornalista palestinese incinta uccisa dalle bombe a Gaza: aveva 30 anni
Esteri / Nuovi raid su Gaza e razzi su Israele. L’Autorità palestinese: “Finora abbiamo avuto 220 morti”. Ucciso alto comandante Jihad Islamica
Esteri / La torre Al Jala, sede di Ap e Al Jazeera, si sbriciola in una nuvola di fumo
Esteri / Pioggia di razzi su Tel Aviv, Israele reagisce con 150 raid aerei. Netanyahu: "Ci vorrà ancora tempo ma ce la faremo"
Esteri / Casa bombardata a Gaza, morti 8 bambini e 2 donne
Esteri / Maxi attacco a Gaza, distrutto palazzo dei media evacuato e i tunnel di Hamas. Finora i morti sono 139