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Qatargate, seconda ondata di perquisizioni. Sigilli anche nel Parlamento Ue: “C’è un pentito”

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Qatargate, seconda ondata di perquisizioni. Sigilli anche nel Parlamento Ue: “C’è un pentito”

Sembra esserci un pentito nello scandalo che sta travolgendo Bruxelles. Dopo l’arresto di una dei vicepresidenti del parlamento europeo, la socialista greca Eva Kaili, e di altre tre persone, tra cui l’ex eurodeputato Antonio Panzeri, ieri l’inchiesta della procura belga sulle presunte mazzette pagate dal Qatar è arrivata a una svolta. Una seconda ondata di perquisizioni, anche nella sede del parlamento a Bruxelles, ha portato a 19 le residenze private e gli uffici a cui gli inquirenti hanno finora posto i sigilli mentre sono ancora sei i fermati, di cui quattro in carcere. Circa un milione di euro il denaro finora sequestrato: a casa dell’ex vicepresidente Kaili la polizia ha trovato 150mila euro mentre altri 600mila euro sono stati trovati nella valigia che portava suo padre quando è stato fermato. Secondo l’Ansa, la guardia di finanza ha invece sequestrato 17mila euro in contanti nella casa italiana di Panzeri, l’ex europarlamentare di Articolo 1 presidente di “Fight Impunity”, una delle ong al centro dell’inchiesta.

S&D

Dopo l’espulsione di Eva Kaili, eletta con il Movimento socialista panellenico (Pasok) greco, quattro eurodeputati del gruppo dei Socialisti e democratici hanno deciso di autosospendersi dagli incarichi: il belga Marc Tarabella, a cui è stata perquisita la casa sabato scorso, la connazionale Maria Arena, che si è dimessa da presidente della commissione per i diritti umani e gli italiani Pietro Bartolo, che ricopriva l’incarico di relatore ombra per il dossier della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (Libe), e Andrea Cozzolino, coordinatore delle urgenze per i Socialisti e democratici. Secondo quanto riporta La Repubblica ci sarebbero le indicazioni di un “pentito” dietro le ultime perquisizioni, condotte anche nella sede del parlamento europeo a Bruxelles e a Strasburgo.

“Il parlamento europeo, cari colleghi, è sotto attacco; la democrazia europea è sotto attacco; e il nostro modo di essere società aperte, libere e democratiche è sotto attacco”, ha detto ieri la presidente dell’europarlamento, Roberta Metsola, intervenuta in aula. “I nemici della democrazia, per i quali l’esistenza stessa di questo parlamento è una minaccia, non si fermeranno davanti a nulla. Questi attori maligni, legati a paesi terzi autocratici, hanno presumibilmente armato on, sindacati, individui, assistenti e deputati nel tentativo di soffocare i nostri processi”.

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