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Home » Esteri

Partorire in Congo

Immagine di copertina

Le violenze nell'est del Paese colpiscono gravemente il sistema sanitario. Le madri sono la categoria più a rischio

La maternità nella Repubblica Democratica del Congo è un’esperienza drammatica per tutte le donne lontane dai pochi centri di assistenza sanitaria presenti nel Paese.

Le cliniche gestite dal governo e i campi di assistenza umanitaria sono sempre più in difficoltà a causa del conflitto interno tra le truppe governative e i ribelli congolesi che dal 1998 ha causato circa 6 milioni di vittime.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel 2013 in Congo sono morte circa 21mila donne a causa delle complicazioni avute durante la gravidanza e il parto per via del mancato ricevimento di cure adeguate e tempestive.

In Congo si registra uno dei tassi di mortalità materna più alti al mondo, con 846 madri decedute su 100mila parti avvenuti in un anno. Ogni donna ha in media 6 figli. Inoltre, 58 bambini su mille muoiono durante il primo anno di vita.

Le strutture che si prendono cura delle donne in gravidanza sono un facile bersaglio per i gruppi armati che colpiscono nell’est del Paese, soprattutto in villaggi lontani dalle città e nelle zone rurali.

Cliniche come quella di Lukweti, gestita da Medici Senza Frontiere nel nordest del Paese, vengono costantemente saccheggiate. Medici e operatori sanitari vengono costretti alla fuga.

I dati delle Nazioni Unite e di Medici Senza Frontiere mostrano che in Congo è attivo soltanto un dottore ogni 10mila abitanti e quasi nessuno di questi opera nelle zone rurali.

Da sapere

Le basi: la Repubblica Democratica del Congo è uno stato dell’Africa centrale confinante con Angola, Zambia, Repubblica Centrafricana, Ruanda, Burundi, Tanzania, Sud Sudan e Repubblica del Congo. Si affaccia sull’Oceano Atlantico. È uno dei più grandi produttori di cannabis nel continente africano.

 

I dati: In Congo vivono più di 77 milioni di persone. Il 71 per cento della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà. I rifugiati interni sono 2 milioni e 600mila.

Quelli provenienti dal Ruanda sono 43mila, mentre dal Burundi e dalla Repubblica Centrafricana provengono rispettivamente 10mila e 56mila profughi. Il 68 per cento della popolazione ha accesso a strutture igienico sanitarie di base. (Fonte: Cia Factbook 2013)

Lingue e Religioni: il francese è la lingua ufficiale, ma si parlano anche il Lingala e il Kingwana. Il 50 per cento della popolazione è di religione cattolica, il 20 per cento è protestante. I gruppi etnici più numerosi sono quelli Mongo, Luba, Kongo e Mangbethu-Azande.

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