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Onu, il Consiglio di Sicurezza approva il piano di Trump per Gaza

Immagine di copertina
Credit: AGF

Via libera alla risoluzione che si basa sull'accordo già raggiunto per il cessate il fuoco: 13 voti favorevoli, Cina e Russia si astengono. Il piano prevede che il governo di transizione della Striscia venga supervisionato a un comitato internazionale presieduto dal leader Usa

Onu, il Consiglio di Sicurezza approva il piano di Trump per Gaza

Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato la risoluzione n.2803/2025, sostenuta dagli Stati Uniti, che si basa sul “piano di pace” per la Striscia di Gaza annunciato lo scorso 29 settembre dal presidente statunitense Donald Trump. Il testo ha ricevuto 13 voti favorevoli e zero contrari, mentre Cina e Russia si sono astenute.

La votazione si è tenuta lunedì 17 novembre, circa cinque settimane dopo l’entrata in vigore del cessate il fuoco nella Striscia: la tregua – peraltro più volte violata – è stata concordata proprio sulla base del piano di Trump, già approvato da Israele e parzialmente approvato da Hamas.

Cosa prevede il piano per Gaza

Il piano è articolato in 20 punti e prevede, tra le altre cose, che la ricostruzione della Striscia sia gestita da un comitato tecnocratico internazionale supervisionato da un Consiglio per la Pace (Board of Peace) guidato dallo stesso Trump. Il Consiglio per la Pace – di cui dovrebbero far parte una serie di capi di stato e di governo tra cui l’ex premier britannico Tony Blair – istituirà una Forza di stabilizzazione internazionale (Isf) incaricata di presidiare la Striscia durante la ricostruzione.

Hamas critica la risoluzione Onu

Hamas – che in base al piano di pace dovrebbe accettare il disarmo – ha definito la risoluzione votata dal Consiglio di Sicurezza Onu come “un tentativo di imporre la tutela internazionale su Gaza e di promuovere una visione sbilanciata verso l’occupazione”. Il gruppo palestinese ha inoltre affermato che attribuire a una forza di stabilizzazione internazionale “compiti e ruoli all’interno della Striscia di Gaza, tra cui il disarmo della resistenza, la priva della sua neutralità e la trasforma in una parte del conflitto”.

La risoluzione invita gli stati membri delle Nazioni Unite e le organizzazioni internazionali a collaborare con il Consiglio “per fornire personale, attrezzature e risorse finanziarie alle sue entità operative e all’Isf, per fornire assistenza tecnica alle sue entità operative e all’Isf e per dare pieno riconoscimento ai suoi atti e documenti”.

Soddisfazione dagli Usa

L’approvazione del testo è stata accolta con soddisfazione da Trump: “Congratulazioni al mondo per l’incredibile voto del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, che ha riconosciuto e appoggiato il Consiglio per la pace, che sarà presieduto da me e includerà i leader più potenti e rispettati del mondo”, ha commentato il presidente degli Stati Uniti.

L’ambasciatore statunitense all’Onu, Mike Waltz, ha ringraziato gli ambasciatori: “Grazie per averci accompagnato nel tracciare una nuova rotta in Medio Oriente per israeliani, palestinesi e tutti i popoli della regione”, ha dichiarato. “La risoluzione odierna rappresenta un altro passo significativo verso una Gaza stabile che potrà prosperare e un ambiente che consentirà a Israele di vivere in sicurezza”. Waltz ha aggiunto che le Isf “stabilizzeranno l’ambiente di sicurezza, sosterranno la smilitarizzazione di Gaza, smantelleranno le infrastrutture terroristiche, smantelleranno le armi e manterranno la sicurezza dei civili palestinesi”.

Le critiche alla risoluzione

La risoluzione è stata criticata per la mancanza di una tempistica chiara relativamente al passaggio di consegne tra il governo internazionale di transizione e l’Autorità Nazionale Palestinese: in base al testo, infatti, ciò avverrà solo una volta che l’Anp “avrà completato in modo soddisfacente” un non meglio precisato “programma di riforme”. Inoltre, la risoluzione contiene, sì, un riferimento alla prospettiva di istituire in futuro uno Stato palestinese, ma non fornisce elementi rispetto alle tempistiche e alle modalità.

La posizione di Cina e Russia

Secondo rappresentanti della Cina, che come detto si è astenuta, “sembra che la Palestina sia appena visibile e che la sovranità e la proprietà palestinesi non siano pienamente rispecchiate”.

La Russia, dal canto suo, ha affermato che è importante che la risoluzione non diventi “la campana a morto per la soluzione dei due Stati”. Mosca ha anche fatto circolare una risoluzione alternativa in cui si si stabilisce che la Cisgiordania occupata e Gaza dovrebbero essere riunite in uno Stato contiguo sotto il governo dell’Autorità Nazionale Palestinese, attribuendo al Consiglio di Sicurezza dell’Onu un ruolo nel garantire la sicurezza a Gaza e nell’attuazione del cessate il fuoco.

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