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Home » Esteri

Bufera sulla pubblicità delle Ong: le modelle sono truccate da malate e seminude su salvagenti

Immagine di copertina
Jouman Fattal

Le succursali delle organizzazioni umanitarie no profit di Medici senza frontiere e Amnesty International sono state messe sotto accusa per la campagna pubblicitaria

In Olanda è scoppiata la polemica sulla campagna di sensibilizzazione scelta da due succursali delle ong Amnesty International e Medici senza frontiere. Per affrontare il problema dell’Ebola e della crisi di rifugiati le organizzazioni umanitarie hanno scelto di utilizzare per la loro campagna fotografie che ritraggono modelle in posa sui salvagenti, truccate come malate e seminude.

Per le critiche ricevute la Artsen Zonder Grenzen, filiale olandese di Msf è stata costretta a interrompere la campagna “Face It” in cui attori e influencer sono stati truccati come malati di Ebola.

Screenshot: Youtube Artsen Zonder Grenzen Nederland “Face it!”

L’ong ha spiegato che si trattava di “Foto scattate per aumentare la consapevolezza del pubblico, non certo per prendersi gioco dei malati”.

Amnesty International Olanda ha dovuto invece ritirare la foto della modella seminuda sdraiata sui salvagenti. Quell’immagine era stata scelta per la prossima copertina della rivista di moda Glamoria, come simbolo di denuncia per la sofferenza dei migranti.

La modella scelta per la campagna di sensibilizzazione è Jouman Fattal. La ragazza ha avuto un passato travagliato, quando aveva appena 4 anni è stata infatti costretta a lasciare la Siria.

I responsabili di Amnesty International Olanda hanno fatto le loro scuse “banalizzato la sofferenza e i traumi vissuti dai rifugiati in fuga dalle loro case, in particolare le donne”.

A denunciare le due campagne sono state le attiviste Alexia Pepper de Caires e Shaista Aziz del gruppo Safe Space.

“Il Mediterraneo è un cimitero: è incomprensibile che una delle più importanti Ong abbia pensato di far da sfondo a un servizio di moda”, hanno scritto le due attiviste in una lettera aperta pubblicata sul sito Media Diversified.

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