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Home » Esteri

Netflix, verso la fine delle password condivise: ecco cosa cambierà

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Secondo Netflix ci sono troppe condivisioni di password. Almeno 100 milioni sono le persone che si collegano illegalmente sulla piattaforma usando password prese in prestito, anziché pagando il servizio. Risultato, in cassa entrano molti meno soldi del previsto. E ora, finito il boom degli abbonamenti generato dalla pandemia di Coronavirus, tocca correre ai ripari. E controllare se chi accede alla piattaforma ha le carte, o meglio dire le password, in regola.

Realizzare una completa revisione dei sistemi di accesso non sarà semplice. Perché la condivisione della password è tuttora uno dei principi cardine della struttura di marketing di Netflix: basti pensare ai pacchetti-famiglia, in cui un abbonamento vale per genitori e figli, o alle persone che si spostano con frequenza, e si collegano alternativamente sulla tv di casa, sul pc, sullo smartphone, sul tablet… E potrebbe anche essere rischioso, perché rendere più macchinoso, o meno user friendly, il sistema di accesso potrebbe spingere i clienti paganti a disdire l’abbonamento, tanto più che il web è pieno di piattaforme concorrenti pronti ad accoglierli.

I dettagli peraltro sono ancora in fase di definizione, ma la direzione di marcia è stata indicata, per ultimo in un incontro con i principali investitori tenutosi all’inizio di questo mese. La strada, ha spiegato uno degli amministratori delegati, Ted Sarandos, sarà rafforzare i controlli sugli indirizzi IP, sugli identificativi di ciascun device e sulle attività di ciascun account.

L’introduzione dei controlli rafforzati dovrebbe avvenire già nei primi mesi del 2023. Secondo gli analisti, la stretta – nel solo mercato nordamericano – potrebbe generare entrate aggiuntive fino a 721 milioni di dollari all’anno. Nel 2021, il fatturato globale di Netflix è stato di 29,7 miliardi di dollari.
Recentemente, Ted Sarandos, co-amministratore delegato di Netflix, ha tenuto un’intervista rivolta agli investitori in cui ha parlato della condivisione a pagamento.

Sarandos ha detto: “Non credo che i consumatori la ameranno subito. Dobbiamo fare in modo che lo facciano e che vedano il valore di Netflix tanto da essere felici di avere un proprio account”.

Ha inoltre specificato che la sua attuazione sarà condotta in modo molto simile a un aumento di prezzo e che in alcuni mercati la condivisione a pagamento sarà offerta al posto di un aumento del costo del piano, mentre in altri sarà aggiunta.

Sarandos ha detto anche che “oggi ci sono persone che si godono Netlfix letteralmente gratis”, riferendosi probabilmente al costo contenuto pagato per la condivisione illegale dell’account. Netflix avrà quindi il compito di comunicare il vero valore della piattaforma in modo che le persone saranno “felici di avere un proprio account”.

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