Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 15:14
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

Netanyahu in difficoltà

Immagine di copertina

A più di un mese dalle elezioni, Benjamin Netanyahu non è ancora riuscito a formare un governo

Obama ha in programma di visitare Israele alla fine di marzo, ma il Paese mediorientale non ha ancora un governo nonostante sia passato ben più di un mese dalle elezioni del 22 gennaio.

I problemi di Netanyahu nella costruzione di un nuovo esecutivo hanno fatto emergere la possibilità di annullare la visita di Obama, ma il portavoce dell’ufficio stampa della Casa Bianca Bernadette Meehan ha detto che il presidente attende con ansia di compiere il suo viaggio a Gerusalemme, Ramallah e Amman fine di questo mese.

Il presidente israeliano Shimon Peres ha concesso nel frattempo altri 14 giorni a Benjamin Netanyahu per formare un nuovo governo.

Il Likud, il partito di Netanyahu, ha vinto il maggior numero di seggi alle elezioni parlamentari, ma non è riuscito ad avere una maggioranza sufficiente per governare senza fare accordi con gli altri partiti.

Il ritardo nella formazione del governo è dovuto a un’alleanza tra i due nuovi arrivati che hanno dominato la campagna: Yair Lapid, il cui partito centrista Yesh Atid è finito secondo, e Naftali Bennett, il cui partito (National Home) è arrivato quarto.

Entrambi gli uomini sono giovani e ben consapevoli di essere l’ago della bilancia del potere, ed entrambi i si rifiutano di formare un governo con Netanyahu accanto ai partiti ultra-ortodossi che da sempre sono stati in coalizione di governo con il Likud.

Se il primo ministro non riuscirà a trovare una soluzione entro il 16 marzo, Peres potrebbe chiedere a un altro parlamentare di formare un governo per evitare di dover chiamare un’altra elezione.

Ti potrebbe interessare
Esteri / Trump contro Navi Pillay: “Nobel vergognoso, odia l’America e Israele”
Esteri / L'Ice spara a un newyorkese mentre in auto c'è suo figlio di 5 anni
Esteri / La denuncia di Emergency a TPI: “Solo l’1% dei beni che entrano nella Striscia di Gaza sono materiali sanitari”
Ti potrebbe interessare
Esteri / Trump contro Navi Pillay: “Nobel vergognoso, odia l’America e Israele”
Esteri / L'Ice spara a un newyorkese mentre in auto c'è suo figlio di 5 anni
Esteri / La denuncia di Emergency a TPI: “Solo l’1% dei beni che entrano nella Striscia di Gaza sono materiali sanitari”
Esteri / Il puzzle insanguinato della Cisgiordania: così le colonie di Israele spezzano i Territori palestinesi
Esteri / La guerra a oltranza di Netanyahu: tutti i fronti dove Israele è in prima linea
Esteri / Chi resterà in Libano dopo il ritiro della missione Unifil?
Esteri / La grande illusione di Israele: "Le vittorie tattiche non bastano. Bisogna trasformarle in assetti politici stabili"
Esteri / Gaza, tre anni dopo il 7 ottobre: la trappola per i palestinesi tra macerie e liquami
Esteri / Il giorno del giudizio: per chi suona la campana delle elezioni in Israele
Esteri / Come sta cambiando il rapporto tra Stati Uniti e Israele