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Home » Esteri

Gli Stati Uniti stanno aiutando l’Isis, secondo il ministro della Difesa russo

Immagine di copertina

Con un tweet il ministro russo Serghei Shoigu ha accusato gli Stati Uniti di cooperare con i combattenti Isis in Siria, ma le immagini utilizzate come prove sono risultate false

Martedì 14 novembre, il ministro della Difesa russo, Serghei Shoigu, ha pubblicato un post sul suo profilo Twitter nel quale riprende alcune immagini che testimonierebbero, a suo parere, un “inconfutabile rapporto di cooperazione tra gli Stati Uniti e le unità di combattimento dell’Isis”.

Il post – poi rimosso – recitava infatti: “Ecco prove inconfutabili che gli Stati Uniti stanno in realtà coprendo le unità di combattimento dell’Isis per poterle poi dispiegare e usare per promuovere i loro interessi in Medio Oriente”.

Secondo il ministro russo le immagini mostravano chiaramente come i jet della coalizione guidata dagli Stati Uniti ostacolassero l’aviazione russa impegnata a coprire la presa di Abu Kamal, l’ultima grande città detenuta dal sedicente Stato Islamico in Siria, da parte delle truppe di terra dell’esercito di Bashar al Assad, per favorire la fuga dei jihadisti.

Quasi immediatamente il sito russo specializzato in factchecking, il Conflict Intelligence Team, ha scoperto che quelle immagini erano false.

Si tratta infatti di fermi immagine di video diffusi dall’esercito iracheno riguardanti un’operazione nei pressi di Falluja, città del governatorato di al-Anbar in Iraq, nel 2016. Un’altra immagine è invece addirittura uno screenshot del videogame per smartphone “Ac-130 Gunship simulator: special ops squadron”.

Il ministro ha quindi provveduto immediatamente a rimuovere il post attribuendo l’errore a un funzionario del ministero.

Nonostante le accuse dei russi siano basate su prove chiaramente infondate, la Bbc ha svelato che la coalizione di arabi e curdi (le cosiddette Forze democratiche siriane) che ha riconquistato Raqqa il 17 ottobre 2017 ha sottoscritto un accordo con gli ultimi combattenti Isis per farli fuggire insieme alle loro famiglie in cambio della cessazione della resistenza locale.

Il portavoce della coalizione ha detto che si è trattato di un accordo tra le forze locali, sul quale gli Stati Uniti non erano “del tutto d’accordo”, anche se hanno comunque permesso che venisse portato a termine.

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