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Di Battista
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Il vertice Ue sulla crisi dei migranti

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Nel pomeriggio del 15 ottobre i leader dei 28 Paesi dell'Unione europea si riuniscono per trovare una linea comune su diversi temi, tra cui quello dell'immigrazione

Nel pomeriggio di oggi, giovedì 15 ottobre, il Consiglio europeo si riunisce per discutere la crisi dei migranti, ponendo attenzione speciale alla Turchia, che da sola ne sta attualmente ospitando circa due milioni.

Rivolgendosi al parlamento tedesco in mattinata, la cancelliera Angela Merkel ha sottolineato l’importanza di uno sforzo di tutta l’Europa per gestire al meglio la situazione, ricordando che la Turchia ha un ruolo chiave nella crisi.

I 28 leader del vertice spingono affinché il governo di Ankara si convinca a firmare il piano proposto dall’Unione europea lo scorso 6 ottobre. Nel programma vengono garantiti aiuti finanziari al Paese per circa un miliardo di euro al fine di riuscire ad affrontare al meglio l’arrivo dei migranti e il loro ricollocamento.

Alla Turchia viene chiesto in cambio di aumentare l’efficacia della propria Guardia costiera, di aprire i nuovi centri per l’accoglienza dei migranti, costruiti negli ultimi mesi, e di regolamentare l’accettazione delle richieste d’asilo e la concessione dei visti.

Dall’inizio del conflitto civile siriano, più di 4 anni fa, in Turchia sarebbero arrivati circa 2,4 milioni di rifugiati siriani. Il ministro degli Affari Economici turco Nihat Zeybekci si è detto scettico riguardo i risultati a cui il piano della Commissione europea potrebbe portare e ha sottolineato che quella in vigore non è una vera soluzione.

A Bruxelles i membri del vertice dovranno discutere anche dell’avvio dei centri di registrazione – i cosiddetti hotspot – ossia le postazioni destinate alla registrazione dei migranti al momento del loro arrivo in Europa, grazie ai quali dovrebbe essere più semplice stabilire se si tratta di rifugiati a cui può essere garantito il diritto di asilo o se dovranno essere rimpatriati.

La Francia approfitterà dell’incontro per proporre la creazione di un corpo europeo di guardie di frontiera sotto la guida di Frontex, l’agenzia per la gestione della cooperazione internazionale alle frontiere esterne dell’Unione europea.

Germania e Italia, invece, proveranno a porre l’attenzione sulla possibilità di una modifica alla Convenzione di Dublino, che dal 2003 regola l’accettazione delle domande d’asilo presentate dai migranti ai Paesi firmatari.

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