Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 17:55
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Di Battista
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

Le start-up in Europa

Immagine di copertina

L'Ue ha lanciato un progetto per promuovere le start-up tecnologiche. Ma le differenze legislative europee rimangono un ostacolo

La crisi economica mondiale sembra non avere via d’uscita. L’unico settore a livello globale in continua crescita è quello tecnologico, soprattutto a livello di start-up. Idee e progetti che in pochi mesi assumono valori che vanno da zero a cifre a sei zeri.

Questo avviene soprattutto nel mercato americano, nella Silicon Valley, terra che ha visto nascere fenomeni globali come Facebook, Google, Apple e Microsoft, solo per fare alcuni esempi. In Europa invece il fenomeno stenta a decollare.

A questo proposito la Commissione Europea ha recentemente costituito il Leaders Club, un gruppo formato da nove giovani imprenditori europei guidati da Neelie Kroes (vice-presidente della commissione europea). Il loro scopo è discutere su come far nascere e valorizzare un maggiore numero di start-up tecnologiche nel vecchio continente.

Ma la strada non è facile. Il primo ostacolo a cui l’associazione si è trovata di fronte è stata l’eterogeneità legislativa all’interno dell’Unione Europea. “Il continente è sempre stato più diviso che unito”, racconta Kroes.

Le leggi contrattuali rimangono una questione nazionale. Ciò significa che se il Leaders Club vuole attuare cambiamenti sostanziali ha bisogno prima di tutto di agire tramite il commissario europeo per il mercato interno Michel Barnier, che dovrebbe poi esercitare una forte azione di lobbying per far cambiare le singole legislazioni nazionali.

Un esempio delle difficoltà che possono derivare da queste divisioni è dato da uno degli ultimi arrivi sul mercato del web europeo, Spotify, creato da Daniel Ek, svedese, in collaborazione con Martin Lorentzon. Il servizio di streaming musicale è stato per molto tempo limitato nella penisola scandinava e nel Regno Unito (dove per un periodo sono state anche bloccate le registrazioni gratuite), mentre è riuscito a entrare nel fondamentale mercato statunitense solo in seguito. A causa della burocrazia dei vari Paesi, si è diffuso lentamente. 

Concludendo la presentazione del Leaders Club, Neelie Kroes ha comunque voluto rimarcare che “non è affatto vero che ciò che riguarda le start-up tecnologiche sta accadendo solo nella Silicon Valley”. A suo avviso molte stanno nascendo e crescendo nelle grandi città europee: da Stoccolma ad Amsterdam, passando per Berlino e Londra.

La capitale inglese soprattutto sembra il luogo più adatto dove fondare una start-up, con la sua Silicon Roundabout. Anche Facebook e Google hanno recentemente investito a Londra, a riprova dell’altissimo potenziale della città e di una grande comunità di nuovi talenti. La borsa di Londra ha progettato dei piani di vendita ad hoc per rendere il mercato più appetibile agli investimenti delle piccole e medie imprese.

Con il Leaders Group sembra si vogliano mettere le basi per far crescere un nuovo e promettente mercato. L’eterogeneità culturale, sociale e linguistica europea però è ancora un ostacolo. L’immagine del continente che emerge è conflittuale, la frammentazione del mercato e gli screzi commerciali non aiutano lo sviluppo dell’economia.

Come dice Kroes, “molto sta succedendo e può accadere in Europa, ma la prima cosa da chiedersi e a cui prestare attenzione è perché i più brillanti talenti europei non vengano trasformati in prosperose aziende che operano sul web“.

Ti potrebbe interessare
Esteri / Attacco dell'Iran a Israele: ecco cosa è successo sui cieli del Medio Oriente
Esteri / A Gaza oltre 33.700 morti dal 7 ottobre. Idf colpiscono Hezbollah in Libano. L'Iran: "Non esiteremo a difendere ancora i nostri interessi". La Casa bianca: "Non vogliamo una guerra". L'appello del Papa: "Basta violenza!". Il G7 convocato da Meloni: "Evitare un'ulteriore escalation nella regione". Israele non ha ancora deciso se e quando rispondere all'attacco di Teheran
Esteri / Iran: Pasdaran abbordano una nave "collegata a Israele" | VIDEO
Ti potrebbe interessare
Esteri / Attacco dell'Iran a Israele: ecco cosa è successo sui cieli del Medio Oriente
Esteri / A Gaza oltre 33.700 morti dal 7 ottobre. Idf colpiscono Hezbollah in Libano. L'Iran: "Non esiteremo a difendere ancora i nostri interessi". La Casa bianca: "Non vogliamo una guerra". L'appello del Papa: "Basta violenza!". Il G7 convocato da Meloni: "Evitare un'ulteriore escalation nella regione". Israele non ha ancora deciso se e quando rispondere all'attacco di Teheran
Esteri / Iran: Pasdaran abbordano una nave "collegata a Israele" | VIDEO
Esteri / L’ex ambasciatore Usa era una spia a servizio di Cuba: “Condannato a 15 anni di carcere”
Esteri / Australia, accoltella i passanti a Sydney: 6 morti. La polizia: "Non è terrorismo"
Esteri / Usa: Biden interrompe il suo viaggio in Delaware e torna a Washington. Israele chiude le scuole
Esteri / Hong Kong: il portoghese Joseph John è il primo europeo incarcerato ai sensi della legge sulla sicurezza nazionale cinese
Esteri / Anche l’Inghilterra limita la prescrizione ai minori dei farmaci sospensivi della pubertà
Esteri / La strage degli innocenti: i numeri a Gaza non tornano
Esteri / Ciao, ho 30 anni e sono il problema