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Le elezioni presidenziali nelle Filippine

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Almeno dieci morti in una serie di agguati legati al voto. I primi exit poll danno in testa il candidato populista Rodrigo Duerte

Nelle Filippine si vota oggi, lunedì 9 maggio, per eleggere il nuovo presidente. Il candidato Rodrigo Duterte, dato per favorito alla vigilia della tornata elettorale, sarebbe secondo i sondaggi e gli exit poll largamente in vantaggio. 

La senatrice Grace Poe, uno dei candidati alla corsa presidenziale più popolari, ha già ammesso la sconfitta. Gli altri concorrenti erano il vicepresidente Jejomar Binay, la senatrice Miriam Santiago, e Mar Roxas, nipote del primo presidente filippino.

Il presidente uscente, Benigno Aquino, non si può più ricandidare dal momento che la costituzione prevede il limite a un solo mandato presidenziale di sei anni.

Più di centomila agenti di polizia sono in servizio per sedare eventuali proteste violente. Sette persone sono state uccise oggi a Rosario, nella provincia di Cavite, una regione dalle forti divisioni politiche. Sabato 7 maggio un candidato sindaco era stato ucciso nel sud del paese. 

La campagna elettorale si è incentrata sulla riforma dell’economia e delle infrastrutture, sulla lotta alla corruzione e alla criminalità e sulle dispute territoriali con la Cina nel Mar Cinese Meridionale.

Duterte, paragonato da molti al candidato repubblicano statunitense Donald Trump, ha focalizzato la sua campagna prevalentemente su questioni di ordine pubblico e di sicurezza, con dichiarazioni spesso controverse, tra cui quella in cui ha detto di voler uccidere tutti criminali. Duterte era un ex procuratore di stato soprannominato “il castigatore”, ed è stato sindaco della città di Davao per oltre 22 anni. 

Il presidente Aquino ha più volte cercato di riunire i candidati, avvertendo che se dovesse vincere Duterte, si potrebbe avere un ritorno alla dittatura, ma nessuno ha accettato di ritirarsi dalla corsa per evitare la dispersione dei voti.  

“Ho bisogno del vostro aiuto per fermare il ritorno del terrore nella nostra terra, non posso farlo da solo”, aveva detto Aquino in un recente appello agli elettori.

Nella tornata elettorale del 9 maggio, oltre al presidente, verranno eletti il vicepresidente e circa 18mila funzionari delle amministrazioni locali. 

Gli elettori sono in tutto 54 milioni. Le operazioni di voto si sono concluse alle 17.

SCONTRI DURANTE LE ELEZIONI

Almeno dieci persone sono morte nelle Filippine lunedì 9 maggio in una serie di agguati legati alle elezioni in corso, in un arcipelago dove la violenza politica, specie a livello locale tra clan rivali, è un problema cronico.

Tuttavia, le autorità di Manila hanno definito gli attacchi “incidenti isolati”, senza effetto sui risultati del voto, che si è svolto in generale in un’atmosfera pacifica.

L’episodio più grave si è verificato a Rosario, una città vicino a Manila nota per essere un’area di faide locali, dove sette persone sono state uccise in un’imboscata a poche ora dall’apertura dei seggi.

Nell’isola meridionale di Mindanao, a Guindulungan un elettore è stato ucciso con un colpo d’arma da fuoco mentre era al seggio, mentre a Cotabato un passante è morto nell’esplosione di una boma a mano lanciata in un mercato dove erano in corso le operazioni di voto.

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