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Home » Esteri

La destra xenofoba si afferma come secondo partito a Vienna

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Alle elezioni comunali viennesi, vincono i socialdemocratici. I populisti del Partito della Libertà Austriaco si affermano come seconda forza politica

Il Partito Socialdemocratico d’Austria (SPÖ) ha vinto le elezioni comunali a Vienna, domenica 11 ottobre, nonostante la sostanziale perdita di voti rispetto a cinque anni fa. I populisti di destra del Partito della Libertà Austriaco (FPÖ) arrivano secondi crescendo di più del cinque per cento. 

Anche se i sondaggi alla vigilia delle elezioni prevedevano un testa a testa tra i due partiti, con l’FPÖ che avrebbe potuto addirittura superare i socialdemocratici per la prima volta dal 1945, il sorpasso del populisti di destra non c’è stato. I socialdemocratici rimangono il primo partito a Vienna, con il 39,5 per cento dei voti. Il leader dei socialisti Michael Häupl è quindi stato rieletto sindaco della capitale austriaca, carica che ricopre dal 1994.

L’FPÖ di Heinz-Christian Strache ha ottenuto il 31 per cento dei voti, crescendo del 5,3 per cento rispetto alle elezioni comunali del 2010. Strache, che ha incentrato la sua campagna elettorale su tematiche xenofobe, anti-immigratorie ed euroscettiche, esce da questa tornata elettorale più vincente che perdente. Il successo dei candidati dell’FPÖ anche nelle recenti elezioni regionali in Stiria, Alta Austria e Burgenland, ha portato il partito di Strache a diventare la seconda forza politica del Paese.

Dagli spogli escono dati importanti anche per gli altri partiti: il partito dei Verdi ottiene il terzo posto con l’11,7 per cento, superando così i conservatori del Partito Popolare Austriaco ÖVP, i quali perdono il 4,8 per cento. Il partito che ha guadagnato più voti di tutti gli altri, è il partito liberale La Nuova Austria (NEOS) , che con il 6,2 per cento ha superato, per la prima volta dalla sua fondazione nel 2012, la soglia di sbarramento del 5 per cento, ed entrerà di conseguenza nell’assemblea cittadina.

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