Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 10:59
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

La battaglia per Damasco

Immagine di copertina

Un'autobomba esplode nel centro della capitale siriana, causando decine di morti. Il regime e le milizie dell'opposizione si accusano a vicenda

La battaglia per Damasco

53 persone sono morte e altre 200 sono rimaste ferite ieri nell’esplosione di un’autobomba nel centro di Damasco, avvenuta vicino alla sede del partito di governo Baath e all’ambasciata russa.

La televisione di Stato siriana, ancora sotto il controllo del regime di Assad, attribuisce l’attentato a “terroristi” che vogliono destabilizzare il Paese.

La Coalizione Nazionale Siriana, gruppo che racchiude la maggior parte dei gruppi ribelli che si oppongono al regime in carica, ha accusato il governo di “causare terrore e instabilità nel Paese”.

L’esplosione arriva a seguito di un recente tentativo dei gruppi armati ribelli di raggiungere il centro della città, finora sotto il controllo delle milizie governative.

È la prima volta che un’esplosione così violenta colpisce il centro di Damasco, fino a ora interessata dal conflitto solo nelle zone periferiche. Gli attentati di questo tipo sono in genere stati rivendicati dal gruppo Jabhat al-Nusra, affiliato ad al Qaeda.

Secondo i dati dell’Onu oltre 70 mila persone hanno perso la vita nel conflitto fino a oggi, mentre oltre 750 mila si sono rifugiati nei Paesi confinanti.

John Kerry, il nuovo segretario di Stato Usa, comincerà domenica un viaggio di due settimane in Europa e Medio Oriente. Secondo i media americani Obama ha posto il veto alle richieste del Pentagono e della Cia di consentire l’invio di armi a gruppi ribelli.

Ma esperti sostengono che le armi vengono fornite comunque, con un recente afflusso di missili anticarro e anti-aerei provenienti dai Balcani. Alleati degli Stati Uniti come il Qatar e l’Arabia Saudita sarebbero stati inoltre incoraggiati a rifornire i ribelli di armi attraverso i loro confini.

Ti potrebbe interessare
Esteri / Trump ordina il “blocco totale” delle petroliere da e verso il Venezuela: ecco cosa può succedere ora
Esteri / L’allarme del Wfp: quest’inverno 17 milioni di persone a rischio fame in Afghanistan
Esteri / Israele bombarda ancora il Libano: almeno un morto e diversi feriti. L’Idf: “Colpiti due agenti di Hezbollah”
Ti potrebbe interessare
Esteri / Trump ordina il “blocco totale” delle petroliere da e verso il Venezuela: ecco cosa può succedere ora
Esteri / L’allarme del Wfp: quest’inverno 17 milioni di persone a rischio fame in Afghanistan
Esteri / Israele bombarda ancora il Libano: almeno un morto e diversi feriti. L’Idf: “Colpiti due agenti di Hezbollah”
Esteri / Dalla Russia filtra ottimismo: “Accordo vicino”. Ma no a concessioni sui territori né su truppe Nato in Ucraina
Esteri / Trump fa causa alla BBC per diffamazione e chiede un risarcimento da 10 miliardi di dollari
Esteri / Ucraina, dopo Berlino Trump è ottimista: “Mai così vicini alla pace”. Ma resta il nodo Donbass con la Russia
Esteri / La protesta di Nemo, vincitore dell'Eurovision 2024: "Restituisco il trofeo per la mancata esclusione di Israele"
Esteri / Eileen Higgins è la nuova sindaca di Miami: è la prima volta di una Democratica dal 1997
Esteri / L'Australia è il primo paese al mondo a vietare i social agli under 16
Esteri / Elena Basile a TPI: “La guerra ha ridotto l’Europa al vassallaggio. Bisogna rifondare l’Ue”