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Il Trump canadese che vuole sfidare Trudeau nel 2019

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Kevin O'Leary è un uomo d'affari e star di diversi reality che vuole candidarsi premier con il Partito Conservatore

Kevin O’Leary è un 62enne uomo d’affari canadese, noto per essere stato la star principale dei reality Dragon’s Den e Redemption Inc., che correrà il prossimo 27 maggio per la leadership del Partito Conservatore del suo paese, nella speranza di poter sfidare il premier Justin Trudeau alle prossime elezioni politiche.

Il suo sentimento populista, la sua carriera da uomo d’affari e la sua partecipazione a diversi reality hanno portato i media canadesi a definirlo, dopo la sua scelta di occuparsi di politica, come il Trump canadese.

Come il magnate newyorchese, O’Leary si è scagliato contro la classe politica e pensa che la cosa pubblica vada gestita in modo simile a un’azienda, si batte per la diminuzione delle tasse e contro gli stringenti vincoli sulle emissioni e per il rispetto dell’ambiente. E come Trump vuole cancellare tutto ciò che ha fatto Obama, O’Leary vorrebbe fare lo stesso con ciò che ha fatto Trudeau.

Ma la principale analogia, potrebbe essere quella del consenso. Nei sondaggi diffusi dall’istituto IPSOS sulle elezioni canadesi del 2019, sembra che la maggior parte dei candidati conservatori non abbia alcuna speranza di vittoria contro Justin Trudeau: tutti si fermano sotto il 30 per cento dei consensi a oltre 10 punti di distacco dall’attuale premier. L’unica eccezione è proprio O’Leary, che toccherebbe il 37 per cento e sarebbe di solo un punto percentuale sotto Trudeau.

Secondo i sondaggi, il consenso per l’uomo d’affari arriverebbe soprattutto dagli indecisi, che negli Stati Uniti si erano mostrati determinanti per portare Donald Trump alla vittoria su Hillary Clinton.

Tuttavia, non mancano anche le differenze tra O’Leary e Trump. Quando la BBC ha chiesto all’aspirante leader conservatore cosa pensi di un muro che protegga i confini del Canada, lui ha risposto: “Sono metà libanese e metà irlandese. Se ci fosse un muro intorno al Canada io non esisterei. Questo tipo di politiche non mi appartiene: il nostro è un paese inclusivo”.

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