Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Menu
  • Esteri
  • Home » Esteri

    Di Maio: “In Libia e Iraq non esiste soluzione militare”. Ma il generale Graziano lo smentisce

    Il ministro degli Esteri annuncia un summit straordinario dell'Ue sui due temi ed esclude soluzioni militari ai conflitti. Ma il capo del Comitato militare dell'Unione europea non è d'accordo

    Di Carmelo Leo
    Pubblicato il 7 Gen. 2020 alle 12:16 Aggiornato il 7 Gen. 2020 alle 18:00

    Iraq e Libia, Di Maio: “No soluzione militare”. Generale Graziano smentisce

    Negli ultimi giorni la Libia e l’Iraq sono tornati a essere dei fronti molto caldi per quel che riguarda la politica internazionale: sul tema, però, nel nostro Paese oggi è andato in scena uno scontro dialettico a distanza tra il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, e il generale Claudio Graziano, capo del Comitato militare dell’Unione europea.

    Nel giorno in cui, in Libia, le truppe fedeli al governo di Al Serraj sono riuscite a riprendere il controllo di Sirte, dopo che ieri la città era stata conquistata dalle milizie del generale Khalifa Haftar, in Iran c’è stata una strage ai funerali del generale Qassem Soleimani, ucciso nei giorni scorsi in un raid Usa avvenuto a Baghdad, in Iraq.

    In un momento di escalation della violenza sul piano internazionale, l’Unione europea ha più volte chiesto alle forze in campo di non abbandonare mai la diplomazia. A questo proposito, in giornata è previsto un vertice straordinario dei ministri degli Esteri dell’Ue, per parlare sia del dossier iraniano, sia della Libia. Ed è a questo proposito che è sorto il battibecco a distanza tra Di Maio e Graziano.

    Di Maio: “No a soluzione militare”

    In un intervento sulla sua pagina Facebook, il leader del M5s e ministro degli Esteri ha tracciato la linea dell’Unione europea: “La situazione sul terreno in Libia – ha scritto Di Maio – è molto delicata, ma questo non significa che l’Ue debba restare immobile. Ne ho parlato ieri sera a Roma con l’alto rappresentante per le politiche Ue, Josep Borrell, con il quale abbiamo affrontato anche il dossier iraniano. E fra poco sarò a Bruxelles, per un vertice straordinario insieme ai miei omologhi europei di Francia, Germania, Gran Bretagna e con lo stesso Borrel”.

    “Continuiamo tutti – ha continuato – a ritenere che non esista alcuna soluzione militare e ne discuteremo oggi in sede europea. Come Italia abbiamo peraltro ottenuto che al Consiglio Affari Esteri di venerdì si parli, oltre che di Iran, anche di Libia, che per noi è la priorità. L’Ue, questa volta, dimostri di saper fare l’Ue”.

    Il generale Graziano: “Non c’è soluzione senza componente militare”

    A stretto giro però è arrivata la replica del generale Graziano, capo del Comitato militare dell’Unione europea, che a Radio anch’io ha parlato sia del caos in Libia, sia di quello che sta succedendo in questi giorni in Iraq e Iran.

    “In questo momento – ha detto – l’Unione europea deve trovare la forza di prepararsi e di intervenire in aree in cui la soluzione non è mai militare. Ma non c’è soluzione senza la componente militare. C’è quella diplomatica, economica, ma dopodiché c’è anche un rapporto di potenza”.

    “Quando c’è una crisi – ha concluso il generale – non è il momento in cui ci possiamo far prendere dal panico. Bisogna aumentare l’attenzione”.

    Leggi anche:
    Crisi Usa-Iran, le alleanze sul campo: chi sta con chi. E l’Italia?
    Iran, a Qom issata la bandiera rossa. L’esperta: “Simbolo che precede la battaglia”
    Usa-Iran: dobbiamo aspettarci una guerra ora?
    L’uccisione di Soleimani è un calcolo elettorale di Trump: ora si rischia davvero una guerra Usa-Iran (di G. Gramaglia)
    Altro che guerra al terrore: Trump utilizza l’Iran per vincere le elezioni (di L. Telese)
    Alta tensione Iran-Usa, le conseguenze in Medio Oriente dopo il raid che ha ucciso il generale Soleimani
    Crisi Usa-Iran: quali sono i rischi per i militari italiani che si trovano in Iraq
    Iran, il generale Esmail Qaani nominato successore di Soleimani alla guida delle forze speciali Al Quds
    Crisi Usa-Iran, Stati Uniti pronti a mandare soldati in Libano dalla base di Vicenza in Italia
    Morte Soleimani, Kata’ib Hezbollah recluta volontari su Telegram per operazioni di martirio
    Leggi l'articolo originale su TPI.it
    Mostra tutto
    Exit mobile version