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Iran, ucciso lo scienziato del nucleare: Teheran accusa Israele e annuncia vendetta

Di Marta Vigneri
Pubblicato il 27 Nov. 2020 alle 19:59 Aggiornato il 27 Nov. 2020 alle 20:25
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Iran, ucciso lo scienziato del nucleare: Teheran accusa Israele e annuncia vendetta

Lo scienziato nucleare dell’Organizzazione per la ricerca e l’innovazione iraniana Mohsen Fakhrizadeh è stato ucciso venerdì 27 novembre in un attentato compiuto nella regione di Damavand, a est di Teheran. La notizia è iniziata a circolare in rete questa mattina ed è stata in un primo momento smentita dall’Organizzazione iraniana per l’energia atomica. Ma il ministero della Difesa ha poi confermato: Fakhrizadeh, che partecipava al programma nucleare segreto del regime ed era sopravvissuto, alcuni anni fa, a un attentato dell’agenzia di intelligence israeliana, è morto in un nuovo attacco terroristico.

La nota del dicastero, che definisce lo scienziato “padre” del programma atomico, parla di “martirio” di Fahrizadeh, ucciso da “elementi terroristici armati che hanno attaccato l’auto su cui viaggiava”, mentre il ministro degli Esteri Mohammad Javad Zarif ha scritto su Twitter che ci sono “serie indicazioni di un ruolo di Israele” nell’uccisone. Lo scienziato era stato accusato dal premier israeliano Benjamin Netanyahu di gestire un programma per lo sviluppo di armi atomiche fin dall’inizio degli anni 2000, denominato programma Amad. Secondo fonti israeliane, era nella lista degli obiettivi del Mossad.

“Il sistema egemonico assassina i nostri scienziati nucleari per impedirci, con la violenza, di ottenere l’accesso alle scienze moderne”, ha twittato il capo delle Guardie della Rivoluzione iraniana, Hossein Salami. Secondo quanto riferisce la Fars, agenzia vicina ai Pasdaran, citando fonti di sicurezza, insieme all’uomo – deceduto dopo essere stato condotto in ospedale – sarebbero rimaste ferite e uccise altre persone, ma il numero delle vittime è ancora sconosciuto.

Israele, sospettata in passato di aver condotto uccisioni mirate di scienziati nucleari, per ora ha rifiutato di commentare l’uccisione. Lo scienziato era stato nominato da Netanyahu l’ultima volta nel 2018, quando l’intelligence israeliana Mossad aveva trafugato da un deposito a Teheran un vasto archivio sul programma nucleare iraniano. “Ricordate questo nome, Fakhrizadeh“, aveva detto il primo ministro israeliano. Secondo la sua denuncia, Teheran aveva portato avanti un programma segreto, chiamato Amad, fra il 1999 e il 2003 per sviluppare armi nucleari, dopo il 2003 sarebbe stato diviso: per il premier israeliano una parte fu portata avanti alla luce del sole e l’altra, con scopi bellici, in modo segreto. Teheran aveva negato l’esistenza di tale programma in occasione dell’accordo sul nucleare iraniano del 2015. Ma Netanyahu dichiarò nel 2018 che il progetto veniva portato ancora avanti sotto diverse coperture, fra cui il programma Spnd del ministero della Difesa, che era guidato proprio da Fakhrizadeh.

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