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Home » Esteri

Proteste in Iran: ultime notizie. Ong: centinaia di vittime uccise dal regime. Media: avviati contatti con gli Usa. Teheran convoca gli ambasciatori europei

Immagine di copertina
Proteste a Teheran anti-regime causata dalla crisi economica, dalla mancanza di libertà e dalla feroce repressione degli ayatollah. Khoshiran/MEI/SIPA / AGF

PROTESTE IN IRAN: LE ULTIME NOTIZIE DI OGGI, 12 GENNAIO 2026

PROTESTE IN IRAN: ULTIME NEWS – Da ormai due settimane la Repubblica islamica dell’Iran è attraversata da un’ondata di proteste che coinvolgono commercianti, giovani e ampi settori della società civile. Al centro della rabbia ci sono il crollo dell’economia e la gestione del potere da parte del governo di Teheran. La risposta delle autorità è stata dura: un blackout quasi totale della rete Internet e una repressione violenta delle manifestazioni, mentre sullo sfondo restano le minacce di possibili attacchi da parte degli Stati Uniti e di Israele. Intanto però ieri, a bordo dell’Air Force One, Donald Trump ha dichiarato che l’Iran “vuole negoziare” e che la sua amministrazione si sta preparando un incontro con i rappresentanti della Repubblica islamica. Di seguito tutte le notizie di oggi, 12 gennaio 2026, in diretta:

Ore 17:30 – Iran: il regime convoca gli ambasciatori dei Paesi europei solidali con i manifestanti (Italia compresa) – Gli ambasciatori e gli incaricati d’affari di Germania, Francia, Italia e Regno Unito in Iran sono stati convocati oggi dalle autorità di Teheran, che hanno deplorato il sostegno espresso dai rispettivi Paesi alle proteste delle ultime due settimane, represse nel sangue dal regime. Lo riferisce una nota il ministero degli Esteri iraniano trasmessa dalla tv di stato locale. La convocazione è stata confermata oggi dal ministero degli Esteri di Parigi con un comunicato diramato all’agenzia di stampa francese Afp. “Confermiamo la convocazione degli ambasciatori europei”, si legge nella nota.

Ore 17:00 – Axios: contatti nel fine settimana tra il ministro degli Esteri iraniano Araghchi e l’inviato Usa Witkoff – Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha contattato l’inviato Usa per il Medio Oriente, Steve Witkoff, nel fine settimana, mentre il presidente Donald Trump minacciava di ricorrere alla forza militare contro il regime iraniano a sostegno delle recenti proteste represse nel sangue da Teheran. Lo riferisce il portale statunitense Axios, citando due fonti a conoscenza della questione, secondo cui così l’Iran tenta di disinnescare le tensioni con gli Usa, o almeno di guadagnare tempo prima che Trump ordini qualsiasi azione volta a indebolire ulteriormente il regime. Una fonte citata da Axios ha riferito che Araghchi e Witkoff hanno discusso la possibilità di tenere un incontro nei prossimi giorni. In mattinata, il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baqaei aveva affermato che i canali di comunicazione tra Teheran e Washington restano aperti tramite l’inviato speciale Usa e la tradizione mediazione della Svizzera.

Ore 16:00 – Iran: Parlamento Ue vieta l’ingresso ai diplomatici e ai funzionari di Teheran – Ai diplomatici e ai funzionari iraniani è vietato l’accesso al Parlamento europeo. Lo ha annunciato oggi la presidente dell’Eurocamera, Roberta Metsola. “Non si può continuare come se nulla fosse accaduto prima”, ha dichiarato Metsola sul suo profilo X. “Mentre il coraggioso popolo iraniano continua a difendere i propri diritti e la propria libertà, oggi ho preso la decisione di vietare a tutto il personale diplomatico e a qualsiasi altro rappresentante della Repubblica islamica dell’Iran l’accesso a tutti i locali del Parlamento europeo. Questa Camera non contribuirà a legittimare questo regime che si è sostenuto attraverso la tortura, la repressione e gli omicidi”.

Ore 15:00 – Ue valuta nuove sanzioni contro l’Iran – L’Unione europea sta valutando di imporre nuove sanzioni contro l’Iran dopo la violenta repressione delle ultime proteste da parte delle autorità di Teheran. Lo ha annunciato oggi il portavoce del servizio diplomatico dell’Ue, Anouar El Anouni, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa francese Afp. “Siamo pronti a proporre nuove e più severe sanzioni in seguito alla repressione dei manifestanti”, ha affermato El Anouni.

Ore 13:50 – Iran: voli regolari e servizi aeroportuali operativi malgrado il black-out di Internet – Tutti i voli in Iran “funzionano normalmente e senza problemi” e anche i servizi aeroportuali sono pienamente operativi, malgrado il black-out di Internet in corso da oltre 84 ore. Lo ha dichiarato oggi il portavoce dell’Organizzazione per l’aviazione civile iraniana, Majid Akhavan, secondo quanto riferito l’agenzia di stampa ufficiale della Repubblica islamica Irna. I viaggiatori preoccupati per lo stato dei voli a causa dei recenti problemi legati a Internet, ha dichiarato Akhavan, “possono ottenere informazioni aggiornate direttamente dalle fonti aeroportuali”. Negli ultimi giorni, diverse compagnie aeree straniere hanno sospeso i voli verso il Paese, dopo le proteste scoppiate due settimane fa.

Ore 13:00 – Iran: migliaia oggi in piazza a Teheran a sostegno del regime – Migliaia di persone si sono riunite oggi in piazza Enqelab, nel centro di Teheran, per sostenere la Repubblica islamica e rendere omaggio ai membri delle forze di sicurezza uccisi durante le proteste in corso da due settimane. Lo riferisce l’agenzia di stampa britannica Reuters, basandosi sulle immagini trasmesse dalla tv di stato iraniana, che mostrano i partecipanti sventolare la bandiera della Repubblica Islamica mentre recitano preghiere per le vittime di quelle che le autorità locali hanno definito “rivolte” contro il regime. Manifestazioni simili sono svolte, secondo la tv di stato iraniana, anche in altre città del Paese come Kerman, Zahedan e Birjand. Il video è stato pubblicato anche dall’agenzia di stampa locale Tasnim, considerata vicina alle Guardie della Rivoluzione islamica.

Ore 12:00 – Iran, il ministro degli Esteri Araghchi: “Pronti alla guerra ma anche ai negoziati” – L’Iran “non cerca la guerra, ma è pienamente preparato alla guerra”. Lo ha dichiarato questa mattina il ministro degli Esteri della Repubblica islamica, Seyyed Abbas Araghchi, dopo le minacce di Donald Trump di intervenire militarmente per salvare i manifestanti dalla repressione violenta del regime. “L’Iran è pienamente pronto alla guerra, ma anche ai negoziati”, ha detto il capo della diplomazia iraniana durante una conferenza con alcuni ambasciatori stranieri a Teheran, trasmessa dalla televisione di stato locale. “La Repubblica Islamica dell’Iran non cerca la guerra, ma è pienamente preparata alla guerra”, ha aggiunto. “Siamo anche pronti per i negoziati, ma questi negoziati devono essere equi, con pari diritti e basati sul rispetto reciproco”.

Ore 11:00 – Iran, Teheran: “Aperto canale di comunicazione con gli Usa” – I canali di comunicazione tra la Repubblica islamica dell’Iran e l’inviato degli Stati Uniti sono “aperti”. Lo ha affermato oggi in una nota trasmessa dalla tv di stato iraniana il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Esmaeil Baqaei, riferendosi all’inviato di Donald Trump per il Medio Oriente, Steve Witkoff. “Questo canale di comunicazione tra il nostro ministro degli Esteri (Seyyed Abbas Araghchi, ndr) e l’inviato speciale del Presidente degli Stati Uniti è aperto”, ha affermato Baqaei. “I messaggi vengono scambiati ogni volta che è necessario”, ha aggiunto il diplomatico, ricordando che gli interessi statunitensi in Iran sono rappresentati dall’ambasciata svizzera a Teheran, data l’assenza di relazioni diplomatiche bilaterali dirette, interrotte nel 1980.

Ore 10:00 – Iran: il blackout di Internet ancora in corso da 84 ore – Il blackout di Internet imposto l’8 gennaio scorso in Iran è ancora in corso e dura ormai da più di 84 ore. Lo riferisce l’organizzazione di monitoraggio digitale con sede a Londra, Netblocks, secondo cui il blackout potrebbe essere aggirato utilizzando radio a onde corte, una connessione a una rete cellulare vicino ai confini del Paese, il servizio satellitare Starlink e i telefoni satellitari”.

Ore 9:00 – Iran, il ministro degli Esteri Araghchi: “Situazione sotto controllo” – La situazione in Iran “è ormai completamente sotto controllo”. Lo ha dichiarato questa mattina il ministro degli Esteri della Repubblica islamica, Seyyed Abbas Araghchi, dopo la violenta repressione delle proteste avvenuta nel fine settimana. L’avvertimento lanciato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump a Teheran, ha detto oggi Araghchi secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa britannica Reuters, era motivato “puramente da ragioni politiche”.

Ore 8:00 – Iran, ong: centinaia di vittime uccise dal regime durante le proteste – Centinaia di persone sarebbero morte in Iran durante le proteste in corso nelle ultime due settimane contro il regime di Teheran, che non ha ancora reso noto alcun bilancio ufficiale delle vittime. Ma le stesse cifre riportate da ong e attivisti per i diritti umani con sede all’estero divergono. Secondo le informazioni raccolte dall’organizzazione Human Rights Activists in Iran (HRANA), con sede negli Stati Uniti, almeno 490 manifestanti e 48 membri delle forze di sicurezza iraniane sono deceduti in queste proteste, che hanno anche portato all’arresto di oltre 10.600 persone. Per l’ong con sede in Norvegia Iran Human Rights (IHR) invece i morti tra i dimostranti sono almeno 192. Secondo l’agenzia di stampa locale Tasnim, considerata vicina alle Guardie della Rivoluzione islamica, oltre 100 agenti del regime sono stati uccisi durante le proteste. Il governo della Repubblica islamica però non ha ancora reso noto il bilancio ufficiale delle vittime.

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