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Incostituzionale

Un giudice federale ordina al goveno la fine della raccolta di dati personali

Di Giovanna Carnevale
Pubblicato il 17 Dic. 2013 alle 10:00 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 09:03
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Immagine di copertina

E’ una tecnica di controllo “quasi orwelliana” e James Madison, storico presidente degli Stati Uniti, ne sarebbe inorridito. Così un giudice federale del Distretto di Columbia ha giudicato la raccolta sistematica e massiccia dei dati personali dei cittadini statunitensi effettuata dalla National Security Agency.

Secondo il giudice Richard J. Leon, il programma di intercettazioni telefoniche dell’intelligence statunitense viola la Costituzione. Leon ha pertanto ordinato al governo di sospendere la raccolta dei dati di due americani convolti in un caso giudiziario, e di distruggere tutte le loro registrazioni passate.

“Non riesco a immaginare un’invasione più indiscriminata e arbitraria di questa raccolta sistematica e di questa collezione high-tech di dati personali su praticamente ogni singolo cittadino”, ha scritto il giudice Leon nella sua sentenza.

Ma per il portavoce del Dipartimento di Stato americano “il programma è costituzionale, proprio come l’hanno trovato costituzionale altri giudici precedenti”.

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