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In Iran è tempo di elezioni

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Comincia il periodo di registrazione per i candidati alla presidenza dell'Iran. Le elezioni si terranno il 14 giugno

Inizia il periodo di registrazione dei nuovi aspiranti candidati alla presidenza dell’Iran, una corsa elettorale che durerà fino al prossimo 11 maggio. Poi fino al 24 maggio il Consiglio dei Guardiani avrà il tempo di selezionare i candidati che potranno presentarsi alle undicesime elezioni presidenziali del 14 giugno 2013.

Nel 2009, il Consiglio scelse solo quattro candidati tra i 476 iraniani che si erano registrati come aspiranti. Il Consiglio dei Guardiani è un corpo ineleggibile controllato da estremisti islamici, il cui leader supremo è l’ayatollah Ali Khamenei, e proprio a lui spetterà l’ultima parola sugli aspiranti candidati.

Mahmoud Ahmadinejad è il presidente uscente e non potrà ricandidarsi perché è al termine del suo secondo mandato. Il suo successore dovrà affrontare una crisi interna rilevante e le tensioni dovute ai rapporti con Stati Uniti e Israele.

La Costituzione iraniana stabilisce che gli aspiranti devono essere figure religiose o politiche, devono essere musulmani, devono essere di origine iraniana e non devono avere precedenti penali. Il presidente resta in carica per quattro anni e viene eletto a suffragio universale da tutti i cittadini adulti.

Cinque figure hanno già presentato la propria candidatura e molte altre verranno registrate entro il termine ultimo. Si tratta di Sadeq Vahez-Zadeh, cugino della Guida Suprema iraniana Ali Khamenei; Kamran Baqeri Lankarani, ex ministro della Salute nel primo governo di Mahmoud Ahmadinejad; Mohammed Saeedikia, Ruhollah Ahmadzadeh e Hassan Rouhani.

Secondo alcune fonti iraniane, sarà un esponente dei ‘principalisti’, la corrente degli ultraconservatori più vicina a Khamenei, a vincere le elezioni. Proprio tra gli ultraconservatori spuntano i nomi di Ali Akbar Velayati, Saeed Jalili, attuale segretario del Consiglio Supremo della sicurezza nazionale, Ali Larijani, presidente del parlamento, Manouchehr Mottaki, Mohammad Baqer Qalibaf, sindaco di Teheran, e di Gholam-Ali Haddad-Adel, deputato e consuocero di Khamenei.

Il presidente Ahmadinejad, per opporsi al potere di Khamenei, proporrà il suo braccio destro e genero, Esfandiar Rahim Mashaei, mentre i moderati proporranno Mostafa Kavakebian, segretario generale del partito Mardomsalari e sperano in una candidatura dell’ex presidente Mohammad Khatami e dell’ayatollah riformista Akbar Hashemi Rafsanjiani.

Secondo il sito americano Wnd.com, il 29 aprile 2013, il presidente iraniano, Mahmoud Ahmadinejad, sarebbe stato trattenuto per sette ore dai Guardiani della Rivoluzione. Il presidente sarebbe stato ammonito dal diffondere informazioni sulle presunte frodi elettorali del 2009 che potrebbero danneggiare la Repubblica Islamica, anche se subito è arrivata la smentita dalle agenzie di stampa iraniane.

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