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Il velo francese

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Il ministro dell'Interno difende la legge sul velo, dopo gli scontri degli ultimi giorni

Il ministro degli Interni francese Manuel Valls ha difeso la legge che vieta di indossare il velo integrale nei luoghi pubblici. Così, in una situazione critica, dove la società francese appare spaccata in due, lo Stato sceglie di prendere una posizione chiara.

“La legge che vieta il velo integrale è una legge nell’interesse delle donne e contro quei valori che non hanno nulla a che fare con le nostre tradizioni. Essa deve essere applicata ovunque”, ha detto il ministro. La Francia, con circa cinque milioni di fedeli, ha la più grande popolazione musulmana d’Europa e stando ai dati del ministero dell’Interno, solo tra le 400 e le 2 mila donne indossano il burqa o il niqab e ad ancora meno è stato chiesto di pagare una multa.

La polizia nella giornata di giovedì ha perquisito e multato una donna di Trappes che aveva il velo integrale, innescando una rivolta di centinaia di persone. “La polizia ha fatto il suo lavoro alla perfezione”, ha detto. La situazione è tornata stabile, ieri, quando alcuni carri da trasporto hanno sfilato per le vie della cittadina alla ricerca delle auto distrutte durante le proteste. La polizia ha arrestato altre due persone che hanno lanciato dei petardi da un tetto con l’obiettivo di colpire gli agenti.

Il ministro francese ha già chiarito che la situazione sta tornando alla normalità e ben presto, la polizia ripristinerà l’ordine. Ma i politici dell’opposizione lo accusano di aver minimizzato la violenza che ha contraddistinto le ultime notti parigine. “Vi è un rifiuto di vedere che la violenza è in aumento”, ha detto Jean-Francois Copé, presidente dell’Ump al Guardian.

La legge del 2011 è stata introdotta dal presidente Sarkozy ed è stata aspramente criticata. Hind Ahmas e Najate Nait Ali sono state le prime due donne ad essere condannate per avere portato il niqab in pubblico. 120 e 80 euro, queste furono le cifre delle multe che vennero assegnate alle due donne dal tribunale francese, il primo Stato europeo ad aver introdotto il “divieto di velo”. Anche se, due anni fa, per “Touche pas à ma Constitution”, associazione che milita contro questo divieto, la legge non avrebbe prodotto solo effetti contrastanti. Dal momento dell’approvazione, metà delle donne che usavano il niqab, ha preferito abbandonarlo.

Il governo Hollande dopo aver affrontato le critiche e le difficoltà per una disoccupazione giovanile sempre crescente, adesso, deve affrontare un dibattito culturale e religioso che difficilmente potrà terminare con un responso che accontenti tutti.

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