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Il nuovo parlamento in Ucraina

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Per la prima volta la maggioranza dei consensi potrebbe andare ai partiti filo-occidentali guidati dal presidente Poroshenko

Domenica 26 ottobre in Ucraina si voterà per eleggere un nuovo parlamento. Per la prima volta nella storia, si prevede che la stragrande maggioranza dei consensi – il 30 per cento circa – è destinata ad andare ai partiti filo-occidentali, guidati dal Blocco del presidente ucraino Petro Poroshenko.

La nuova Verkhovna Rada, il parlamento ucraino, potrebbe essere composto da 4-6 partiti: tra cui quello Radicale ultranazionalista di Oleg Liashko, che nei manifesti elettorali si è fatto fotografare con un kalashnikov, e quello guidato dal sindaco di Leopoli, Andrii Sadovy, che ha candidato numerosi volti nuovi, tra cui attivisti e combattenti. Il partito comunista, invece, probabilmente non supererà la soglia di sbarramento del 5 per cento, per la prima volta dal 1993.

Cosa è successo in Ucraina nel corso di quest’anno:

– 21 novembre 2013: scoppia la rivolta di Piazza Maidan.

– 8 dicembre 2013: abbattuta statua di Lenin dai manifestanti a Kiev.

– 22 febbraio 2014: rimozione dell’ex presidente ucraino Viktor Janukovyč.

– 23 febbraio 2014: inizia un conflitto tra il nuovo governo ucraino e i ribelli filorussi nell’est del Paese, che finora ha causato più di 3.800 vittime. Scondo l’Alto commissariato Onu per i rifugiati, gli sfollati a causa della guerra nel Paese sarebbero 820mila. L’accordo di Minsk ha sospeso il conflitto, ma la tregua è fragile.

– 16 marzo 2014: annessione della Crimea da parte della Russia.

– 25 maggio 2014: elezione di Petro Poroshenko a presidente dell’Ucraina.

– 27 giugno 2014: l’Ucraina firma l’accordo di associazione con la Ue.

Da sapere sull’Ucraina:

– L’Ucraina ha una popolazione di 45 milioni di abitanti circa. Il clima di queste elezioni è molto caldo e non sono mancati incidenti che hanno colpito tutti i partiti. Alcuni esponenti filorussi sono stati gettati dentro cassonetti, un esponente del partito di Poroshenko è scampato a un attentato grazie al giubbotto antiproiettile e un altro indipendente è stato picchiato e minacciato di morte.

– Sulla campagna elettorale, che si sta consumando perlopiù in tv e sulla rete con pochi comizi di piazza, si muovono numerosi dubbi, come quello dell’accordo per le forniture di gas con Putin, che ancora non è arrivato nonostante il freddo inverno ucraino sia ormai alle porte.

– Pesa anche il forte calo della produzione industriale causato dalla crisi ucraina, che ha come teatro del conflitto il Donbass, l’area di maggiore attività mineraria e industriale dell’Ucraina: uno dei compiti principali del nuovo parlamento sarà proprio quello di evitare il tracollo finanziario del Paese, dopo che il piano di salvataggio da 27 miliardi di dollari si è dimostrato insufficiente.

– Il Pil di quest’anno, secondo gli esperti, sprofonderà intorno all’8-9 per cento, mentre la produzione industriale in agosto era già crollata del 20 per cento rispetto al 2013. La grivnia – la valuta ucraina in uso dal 1996 – ha perso circa la metà del suo valore da inizio anno e la perdita delle esportazioni verso la Russia si stima sarà pari a 5 miliardi di dollari.

Cosa dicono i sondaggi:

– La nuova Verkhovna Rada, il parlamento ucraino, dovrebbe essere composta da un numero compreso tra quattro e sei partiti. Per superare la soglia di sbarramento è necessario raggiungere il 5 per cento dei voti o arrivare primo in uno dei 225 collegi uninominali.

– La ripartizione dei seggi: 225 si attribuiscono con il voto di lista (proporzionale), altri 225 si assegnano in collegi uninominali, dove si affrontano 3.468 candidati che poi in gran parte confluiranno nei partiti maggiori.

– Non tutti e 500 i seggi del parlamento saranno assegnati questo fine settimana. Oltre ai 12 del territorio della Crimea, ormai divenuto russo, non ci saranno anche almeno 14 dei 32 seggi nelle aree dell’Ucraina orientale di Donetsk e Lugansk, in cui è in corso il conflitto tra il governo e le autoproclamate Repubbliche filorusse, e sarà impossibile svolgere le elezioni. Le due repubbliche hanno indetto proprie elezioni presidenziali e del parlamento per il 2 novembre, in violazione agli accordi di pace firmati a Minsk lo scorso mese.

– Il grande favorito alle elezioni per il rinnovo del parlamento è il Blocco del presidente, Petro Poroshenko, secondo tutti i sondaggi in vantaggio del 30 per cento come prima lista.

– Al secondo posto, con una previsione dei consensi al 13 per cento, è favorita la forza ultranazionalista del partito Radicale, guidata da Oleg Liashko, che nei manifesti elettorali si è fatto fotografare con un kalashnikov. Liashko ha sulle spalle una condanna penale che risale al 1993 per appropriazione indebita, per cui passò quattro anni in carcere (invece di sei), uno scandalo sessuale e le critiche da parte di Human rights watch e Amnesty international, che hanno condannato l’attività del suo battaglione inviato a combattere nell’est del Paese.

– Una sopresa di questa tornata elettorale potrebbe arrivare da Samopomich (Auto aiuto), il partito guidato dal giovane sindaco di Leopoli, Andrii Sadovy, che ha candidato numerosi volti nuovi, tra cui attivisti e combattenti, ed è dato in forte crescita nei consensi (8,5 per cento).

– Dovrebbero entrare anche il Fronte Popolare di Arseni Iatseniuk (11 per cento circa) e Patria, il partito di Yulia Tymoshenko (7,5 per cento), destinati a formare una coalizione di governo con il Blocco di Poroshenko.

– Peserà molto, invece, l’assenza dei partiti filorussi. Il Partito delle Regioni, quello dell’ex presidente Janukovyč, è crollato nel consenso popolare e boicotterà queste elezioni, mentre il Partito Comunista sembra destinato a non raggiungere la soglia di sbarramento del 5 per cento, per la prima volta dal 1993.

– La rappresentanza filorussa all’interno del nuovo parlamento ucraino rimarrà probabilmente nelle mani del partito Ucraina Forte – guidato da Serghiei Tighipko, vicepremier ai tempi di Janukovyč – e in quelle dell’opposizione. Restaranno fuori dal parlamento anche i due partiti estremisti nazionalisti di Pravi Sektor e Svoboda.

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