Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 20:25
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

Il generale libico Haftar, in rotta di collisione con gli ex alleati francesi, si avvicina a Mosca

Immagine di copertina

Nelle ultime settimane il leader del governo di Tobruk ha criticato i raid Usa, ha minacciato di colpire i terminal petroliferi e ha avviato negoziati con la Russia

Il generale libico Khalifa Haftar, capo del governo libico con sede a Tobruk, l’unico riconosciuto dalle potenze occidentali prima che venisse formato quello di unità nazionale a Tripoli, sarebbe in rotta di collisione con la Francia, fino a questo momento solido alleato di Tobruk. A rivelarlo è stato mercoledì 17 il quotidiano La Stampa

All’origine delle tensioni ci sarebbe l’abbattimento di un elicottero francese a Bengasi, nei territori controllati dalle milizie fedeli ad Haftar, e soprattutto le pressioni degli Stati Uniti sulla Francia perché interrompa il supporto al governo di Tobruk, che si rifiuta di riconoscere il governo d’unità nazionale libico nato dalla mediazione Onu.

Secondo La Stampa, Haftar avrebbe persino minacciato di attaccare i terminal petroliferi, una scelta forse legata alla necessità del generale di trovare nuove entrate per la sua Libyan national army.

Fonti locali citate dalla Stampa sostengono che le truppe speciali francesi che finora avevano aiutato Haftar a Bengasi sono state ritirate dall’aeroporto militare di Banina e sarebbero arrivate a Malta.

Inoltre Haftar, dopo l’offensiva lanciata dal governo di unità nazionale libico contro i miliziani dell’Isis a Sirte, non sarebbe più considerato dai governi occidentali come il principale riferimento nella lotta alle milizie islamiche in Siria.

Per questo il generale Haftar avrebbe iniziato ad aprire canali diplomatici con la Russia. A giugno Haftar ha incontrato il ministro della Difesa russo Sergei Shoigu e il segretario del Consiglio di sicurezza russo, l’uomo a capo dei servizi di sicurezza di Mosca per discutere di forniture militari, nonostante sia ancora in vigore il divieto imposto dall’Onu di esportare armi in Libia.

Sebbene la Russia abbia sostenuto la formazione del governo di unità nazionale guidato da Fayez al-Sarraj, il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha dichiarato che riconoscerà il governo solo quando lo farà il parlamento di Tobruk, che potrebbe rivelarsi un alleato importante per Mosca che sta cercando di ritagliarsi un ruolo autonomo nella mediazione per il futuro della Libia.

LEGGI ANCHE: CHI É IL GENERALE LIBICO KHALIFA HAFTAR

Ti potrebbe interessare
Esteri / La Russia bandisce il Moscow Times: è una “organizzazione indesiderabile”
Esteri / Come sarebbe il mondo con un Trump bis
Esteri / Cosa rivelano sull’America le proteste alla Columbia University contro la guerra nella Striscia di Gaza
Ti potrebbe interessare
Esteri / La Russia bandisce il Moscow Times: è una “organizzazione indesiderabile”
Esteri / Come sarebbe il mondo con un Trump bis
Esteri / Cosa rivelano sull’America le proteste alla Columbia University contro la guerra nella Striscia di Gaza
Esteri / Il precedente Eagleton: quando il senatore democratico rinunciò alla corsa alla vicepresidenza degli Usa
Esteri / Altri quattro anni? Cosa succederebbe se Joe Biden vincesse le elezioni presidenziali negli Stati Uniti
Esteri / Reportage TPI – Così il turismo si è mangiato il Costa Rica
Esteri / Iran: Usa condannati a pagare quasi 6,8 mld dlr per gli effetti delle sanzioni sui pazienti affetti da una malattia rara
Esteri / Orban incontra Trump: “Abbiamo discusso di pace: risolverà tutto lui” | VIDEO
Esteri / Nuova gaffe di Biden, al vertice Nato presenta Zelensky chiamandolo Putin
Esteri / Gaza: 32 morti in 70 raid dell'Idf. Media: "4 operatori umanitari stranieri uccisi in un raid a Rafah". Biden assicura: "Progressi verso un accordo di tregua". Media: "Passi avanti sulla riapertura del valico di Rafah". Ma l'ufficio di Netanyahu smentisce: “Nessun ritiro delle truppe dal confine". Hamas vuole una garanzia scritta che la guerra non riprenderà dopo la liberazione degli ostaggi. Il 19 luglio la Corte de L'Aja si pronuncerà sulle conseguenze giuridiche dell'occupazione dei Territori palestinesi