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Home » Esteri

Crisi a Hormuz, Donald Trump si scaglia ancora contro gli alleati della Nato: “Codardi, ce ne ricorderemo!”

Immagine di copertina
Credit: ZUMAPRESS.com / AGF

Il presidente non è riuscito a convincere nessuno dei partner degli Usa a intervenire militarmente per garantire la libera navigazione durante la guerra sua e di Israele all'Iran

Il presidente Donald Trump è tornato oggi a scagliarsi contro gli alleati degli Stati Uniti, colpevoli di aver rifiutato di inviare le proprie navi militari nello Stretto di Hormuz per garantire la libera navigazione durante la guerra degli Usa e di Israele contro l’Iran, definendo gli altri Paesi membri dei “codardi” e assicurando che Washington “se ne ricorderà”.

“Senza gli Stati Uniti, la Nato è una tigre di carta!”, ha scritto oggi Trump sul suo social Truth. “Non hanno voluto unirsi alla lotta per fermare un Iran dotato di armi nucleari. Ora che quella lotta è stata vinta militarmente, con pochissimi rischi per loro, si lamentano degli alti prezzi del petrolio che sono costretti a pagare, ma non vogliono contribuire all’apertura dello Stretto di Hormuz, una semplice manovra militare che è l’unica ragione degli alti prezzi del petrolio. Una cosa così facile per loro, con così pochi rischi”, ha aggiunto il presidente degli Usa. “CODARDI, ce ne RICORDEREMO!”, ha concluso Trump.

Da giorni l’inquilino della Casa bianca prova a convincere gli alleati della Nato e i Paesi dell’Indo-Pacifico vicini agli Usa come Giappone, Australia, Nuova Zelanda e Corea del Sud e persino avversari come la Cina a intervenire con le proprie navi militari nello Stretto di Hormuz, da dove prima della guerra all’Iran passava un quinto del greggio e del gas naturale liquefatto commerciati a livello mondiale, ricevendo un secco rifiuto.
Gli ostacoli alla navigazione nell’area, cominciati con l’avviso della Marina militare statunitense ai navigli in transito di tenersi ad almeno 30 miglia nautiche dalle navi da guerra americane e proseguiti con le minacce di Teheran ai carichi riconducibili a Paesi alleati di Washington e Tel Aviv, hanno fatto aumentare i prezzi del greggio e del gnl, un incremento aggravato poi dagli attacchi incrociati di Israele e dell’Iran sulle infrastrutture energetiche dell’area.

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