La Nato ritira “temporaneamente” la sua missione dall’Iraq a causa degli sviluppi della guerra di Usa e Israele all’Iran
Alla missione partecipa anche l’Italia ma il nostro personale era già stato ridimensionato in via precauzionale
La missione Nato in Iraq, che assiste e consiglia le autorità e le forze armate e di sicurezza di Baghdad nella lotta al terrorismo e contro il ritorno dell’Isis, ha ritirato “temporaneamente” il proprio personale dal Paese arabo, a causa delle ripercussioni della guerra scatenata da Stati Uniti e Israele contro l’Iran in tutta la regione. La notizia è stata confermata da tre fonti delle forze di sicurezza locali alle agenzie di stampa Afp e Ina, sebbene il ritiro della missione non sia ancora stato annunciato ufficialmente dall’Alleanza atlantica
“Si tratta di un ritiro temporaneo. Sono preoccupati per la situazione”, ha spiegato in via anonima una fonte delle forze di sicurezza locali all’agenzia di stampa francese. “L’intera missione Nato si è ritirata”, ha spiegato ad Afp una seconda fonte, secondo cui solo un piccolo contingente è rimasto in Iraq. “La missione Nato sta evacuando la sua base e si sta ritirando dall’Iraq”, ha dichiarato un’altra fonte di alto livello delle forze di sicurezza locali all’agenzia di stampa ufficiale irachena Ina. “Si tratta di un’operazione temporanea dovuta alla situazione nella regione, alla guerra in corso e ai timori per la propria incolumità”. I militari dell’Alleanza atlantica presenti in Iraq, ha precisato la fonte, fanno parte di una missione non combattente il cui compito è l’addestramento e la consulenza delle forze locali. “Torneranno non appena la guerra finirà e la situazione della sicurezza in Iraq si sarà stabilizzata”, ha concluso.
La missione Nato in Iraq, comandata dal maggio scorso dal generale francese Christophe Hintzy, conta centinaia di soldati e opera sotto l’autorità dell’Allied Joint Force Command di Napoli. La sua sede in Iraq è una base militare nel cuore di Baghdad, non lontano dall’ambasciata degli Stati Uniti, regolarmente presa di mira da gruppi armati filo-iraniani da quando Washington e Israele hanno attaccato la Repubblica islamica. Le attività di consulenza della missione si svolgono normalmente nell’area metropolitana di Baghdad, mentre quelle di addestramento coinvolgono scuole militari dislocate sia nella capitale che nelle località di Taji e a Besmayah. Alla missione Nato in Iraq contribuisce anche l’Italia, con una “consistenza massima annuale autorizzata” che secondo il ministero della Difesa non supera i “280 militari” e i “25 mezzi terrestri”.